Gelosia, che gelo sia! Come riuscire a gelare la gelosia che arde dentro tutti noi

Gelosia, che gelo sia! Non è soltanto un gioco di parole, ma un invito a gelare la gelosia che regna nei nostri animi infuocati.

Se ti sei soffermato anche solo per un secondo su questo articolo, vuol dire che sicuramente hai vissuto o stai vivendo anche tu un cattivo rapporto con la tua gelosia o con la gelosia delle persone più vicine a te. Cercherò di dirti la mia a riguardo e spero che quel che dirò ti aiuterà ad affrontare meglio la tua condizione.

Che cos’è la gelosia

Innanzitutto al concetto di gelosia non riesco a non affiancare quello del volersi bene.

ESSERE GELOSI = NON VOLERSI BENE

Nel senso di non voler bene a se stessi! E di conseguenza neanche a chi ci è affianco. E questo concetto è alla base di tutto.

Potrei non aggiungere altro, ma ho voglia di impelagarmi un po’ in questa fitta e invalicabile ragnatela invisibile chiamata “gelosia”.

Generalmente lo stato di gelosia è esercitato da chi vive con insicurezza, ansia e possesso una relazione, ed è legata profondamente a due paure in particolare: la paura della condivisione e quella del contatto.

Gelosia come paura della condivisione

A mio parere la gelosia non nasce semplicemente dalla paura di perdere una persona, ma nasce soprattutto dalla paura di condividerla.
Non siamo abituati a pensare che la persona che amiamo possa essere contemporaneamente amata da qualcun’altro…e a sua volta ricambiare (ti invito a non focalizzarti solo sull’amore classico fra uomo e donna, ma anche all’amore come sentimento più esteso fra gli esseri umani in generale).

Gelosia come paura del contatto

Inoltre, la paura di questo amore condiviso spesso porta ad un’altra paura, ancor più profonda, e cioè la paura del contatto. Infatti, una delle cose che più ci spaventa, è che la persona che amiamo possa toccare o essere toccata da qualcun’altro. E per toccare intendo anche un semplice abbraccio. Un timore così grande che la maggior parte delle volte sfocia nel patetico, e anche un piccolo sguardo può infuocare l’animo della persona gelosa e apparire come qualcosa di fisico che tocca il corpo dell’amato.

Il potere dello sguardo nella gelosia

Un semplice sguardo, agli occhi del geloso, può equivalere ad un vero e proprio tradimento. È come se la persona gelosa assistesse ad un’unione intima fra la persona amata e quella con cui avviene lo scambio. Ed è lì che, improvvisamente, la persona gelosa inizia a sentirsi nuda, come se il suo corpo fosse, da un momento all’altro, spogliato da ogni dignità, logorato e spremuto fino al midollo. Un corpo ormai da buttare. Perché la gelosia regna negli animi delle persone insicure le quali spesso riducono se stesse a merce e, quando vengono divorate dalla gelosia, si sentono come un oggetto ormai diventato inutile.

Il “terzo incomodo” che dona lo sguardo invece, appare, agli occhi del geloso, come un fiore appena sbocciato, desideroso di luce e generoso, pronto a donare il suo nettare.

Infine la persona amata, quella che riceve lo sguardo, e che lo ricambia, appare come una giovane ape alla ricerca di un nuovo fiore su cui poggiarsi. Di quello vecchio non ha più bisogno, ormai la luna di miele è stata fatta.

Nella mente del geloso è caos allo stato puro.

Gelos-ia patolog-ia

La situazione peraltro cade sul patologico quando lo scambio di sguardi in questione diventa puramente immaginario e cioè nato ed evolutosi esclusivamente nella fantasiosa mente del geloso. Una mente nella quale si auto-proietta un film inedito che gira velocemente su una pellicola, la quale ricopre, avvolge e schiaccia la realtà, fino a distruggerla… Una realtà che ha ormai ceduto il suo posto all’immaginazione, per andarsi a fare una bel viaggetto di sola andata!!

E non ha senso aspettare che ritorni.

Ti presento una situazione ricorrente:

Immagina di essere in un gruppo di persone, di amici. Fra queste c’è quella che desideri, che ami. Fra una chiacchierata e l’altra prendono parte al gruppo altre persone a voi sconosciute, le quali iniziano a scambiare sguardi, sorrisi e battute amichevoli con il tuo amato, il quale, per giunta, ricambia. Come ti sentiresti? Il geloso si sentirebbe spodestato, decentrato, prevaricato, minacciato, SFIDATO.

Quando accade ciò, il film è già iniziato da un pezzo.
Il secondo tempo arriva subito…ma non termina MAI.
È un film infinito.

La gelosia è un buio e freddo tunnel.
Un labirinto d’ortiche.
Ti perdi,
non vedi più nulla,
soffri.

Viviamo in un mondo di registi che girano film paranoici, di cui sono gli unici protagonisti e spettatori.

gelosia

Il geloso non si vede responsabile della sua gelosia

Il geloso generalmente attribuisce le colpe di ogni sua sofferenza agli altri, alla situazione. La sua gelosia è, guarda caso, sempre giustificata!

“Ti ho visto come la guardavi”, “Non mi hai detto dove sei andato ieri sera” “Non ti sembra di passare troppo tempo con quella tua amica?” “Con chi eri al telefono?

Sono solo alcune delle classiche frasi che la persona gelosa rivolge alla persona amata e dalle quali nascono litigi volti a colpevolizzare l’amato, responsabile, a causa di un presunto atteggiamento sbagliato, di aver generato questo sentimento di gelosia non voluto. Il dito è sempre puntato contro l’amato o l’amante e mai contro se stessi.
Perché la persona gelosa non vuole essere gelosa. Non vuole perché la gelosia la fa star male. Continua però ad esserlo perché non capisce che lei, e solo lei, può dar fine a questa sofferenza. 

Gelosia come strumento di sofferenza

In una società dove il desiderio è visto come mancanza e la relazione come possesso, la sofferenza è quasi un obiettivo da raggiungere. E’ una continua gara a chi soffre di più. E la gelosia è un ottimo strumento per poter soffrire e dare un perché al proprio vittimismo.

Le persone felici e spensierate sono fuori moda. Sono dei pazzi!
Mentre il geloso vede ogni intruso come probabile sfidante, il pazzo lo vedrebbe come un probabile amico, se non amante.
Per il geloso il triangolo è una minaccia, per il pazzo è una promessa.

La geometria non è un reato! Diceva Renato..

Ma al di là della geometria, non credi anche tu che si può essere solo fieri del fatto che la persona che amiamo sia una persona che piaccia anche gli altri? Fieri del fatto che questa persona abbia scelto noi piuttosto che qualcun altro?

Perché sì, amare è una scelta

Come può definirsi vero amore se la persona al tuo fianco non ha  libertà di scelta? Allontanarla da qualsiasi possibile “sfidante” e cercare di manipolare i suoi sentimenti, di certo non farà di te la persona prescelta, fortunata ed amata. Tutt’al più farà di te quella cornuta! Perché più sarai geloso e possessivo e più allontanerai la persona amata da te.

NON PUOI MANIPOLARE I SENTIMENTI DELLA PERSONA CHE AMI

Io personalmente non vorrei mai al mio fianco persone i cui sentimenti non fossero del tutto spontanei.
Se la persona che amo, ama a sua volta qualcun’altro…io che ci posso fare?
Posso solo decidere se continuare a donargli il mio amore o se tenerlo per me. Ma di certo non posso costringerla a ricambiare i miei sentimenti né tanto meno ad avere l’esclusiva dei suoi.
Inoltre la gelosia ha il potere di distruggere ogni sentimento d’amore già esistente, quindi non ne vedo proprio il lato vantaggioso.

A questo punto potresti dirmi che un po’ di gelosia può far solo bene al rapporto, ed io ti risponderei che concordo! Infatti il non dover essere troppo gelosi non vuol dire dare per scontato il proprio partner. Un po’ di gelosia serve sempre a ricordare, all’amato, quanto l’altra persona ci tenga al rapporto, e a chi prova la gelosia, che deve rinnovare ogni giorno il proprio amore per non far sì che questo rapporto muoia.

Per combattere la gelosia, quella morbosa, bisognerebbe avere più autostima e, al contempo, più fiducia nel partner.

So che non è semplice. Siamo esseri umani e fragili. Ma la nostra serenità viene sempre al primo posto.

Basta semplicemente chiedersi: perché non dovrei essere geloso?” 

E non vi è altra risposta che: PERCHÉ MI VOGLIO BENE! 

Solitudine, riflessioni pratiche per comprenderla e amarla

Che cos’è la solitudine

La solitudine è una sensazione che bussa alla nostra vita fin da piccoli, non appena iniziamo a percepire noi stessi e la realtà circostante.

Infanzia e solitudine

Quando ero bambina, ad esempio, volevo giocare con tutti gli altri bambini e spesso rimanevo delusa dal fatto che per alcuni di loro non era lo stesso. 

“Mamma, perché non vogliono farmi giocare con i loro giochi?” era una delle domande che spesso le chiedevo. Condividevo tutto e spesso regalavo giochi, anche nuovi, ai miei amichetti. Non riuscivo a spiegarmi perché loro non facevano lo stesso. Iniziai a sperimentare qualcosa che assomigliava alla solitudine ma non avevo ben chiaro di cosa si trattasse. Ero semplicemente triste e non sapevo il perché. Nonostante fossi in compagnia di questi bambini, mi sentivo esclusa….e sola.

Crescendo iniziai a percepire la diversità fra le persone e iniziai a chiedermi se erano proprio queste diversità a far emergere le divergenze e a portare le persone a scontrarsi.

Adolescenza e solitudine

Nonostante ebbi questa intuizione, pur di non far fronte alla solitudine, iniziai a vivere la mia adolescenza cercando di piacere a tutti. Ovviamente il voler soddisfare le aspettative di tutti era estremamente estenuante, per non dire frustrante.

Creai un’immagine di me vista con gli occhi degli altri. L’unica cosa importante era piacere e avere tanti “amici” (a cui piacessi ovviamente). Facevo quello che era ‘figo’ fare, indossavo quello che era ‘figo’ indossare..per lo meno agli occhi di quel gruppo di persone che frequentavo, quel gruppo a cui avevo deciso di appartenere.

Perché sì, a quell’età dovevi appartenere ad un gruppo (comunisti, fascisti, punk, metallari, snob ecc ecc) per non sentirti escluso ed essere costretto a fare i conti con la solitudine.

Temevo la solitudine, era considerata roba da sfigati!  Restare a casa senza far nulla o non uscire il sabato sera era una cosa alquanto inconcepibile. Non importava se quel gruppo di persone mi faceva sentire sola, importava solo che ai loro occhi io non lo ero.

18 ANNI

L’evento più ambito era la festa dei 18 anni e quello fu l’esempio lampante di quanto ci tenessi a fare bella figura. Infatti, grazie all’aiuto dei miei genitori e di un mio zio che aveva un’agenzia che organizzava eventi, riuscii ad affittare una famosa discoteca tutta per me (odiavo le discoteche e tutt’ora non sono il mio forte)! Tutti, però, affittavano locali ‘fighi’ per festeggiare i loro diciott’anni quindi perché non io? Risultai ‘figa’ davanti a tutti i miei amici e compagni di classe…loro si divertirono un mondo, io un po’ meno…ma non era questo che mi importava del resto.

Ovviamente ringrazio di cuore i miei genitori per il loro impegno nell’organizzarmi questa festa. Ci tenevano a farmi felice e io sono tutt’ora felice di quello che hanno fatto per me. Ma, con il senno di poi, se potessi tornare indietro, farei molte cose diversamente.

Maturità e solitudine

Ora le cose sono cambiate, maturate. Sono diventata una persona più consapevole di ciò che sono e che voglio, e delle persone che desidero o non desidero frequentare. In fondo a questo serve l’adolescenza, a sbagliare, a crescere, a formarsi..

Ho pian piano imparato ad apprezzare la solitudine e la compagnia di me stessa. Esco quando voglio. Non esco quando non voglio. Ho acquisito libertà. Libertà di stare sola. Libertà di preferire la mia compagnia a quella di chi non ha niente da condividere con me. Ho imparato a volermi bene. Non è stato affatto facile. Ho versato tante lacrime e continuo a versarne perché non è semplice volersi bene. Alle volte mi scoraggio un po’ ed ho la sensazione che tutte le mie certezze mi abbandonino e con esse quell’autostima che credevo di aver ormai conquistato.

L’importanza dei momenti meno belli

Ho imparato però che tutto fa parte della vita e che bisogna trarre insegnamento anche dai momenti meno piacevoli, anzi soprattutto da quelli. Ho appreso che l’importante è acquisire la giusta consapevolezza, dei bei momenti e di quelli meno belli, e che la solitudine non è una cosa brutta, dal quale fuggire. Anzi, ho iniziato ad amare la solitudine e la mia compagnia. Non a caso certe riflessioni, certe idee importanti, vengono solo nei momenti di solitudine.

Selezionare bene le amicizie

Ho viaggiato molto, fisicamente e non, e nel corso dei miei viaggi ho conosciuto nuovi amici, mentre ne ho “persi” altri lungo il percorso. Ho spesso dovuto, come dire, “fare pulizia” fra le mie amicizie, cercando di conservare quelle che valevano la pena e far spazio a quelle che meritavano una possibilità.

La possibilità di entrare nella mia vita, nella mia preziosa vita. Una vita troppo preziosa per essere circondata da persone che non mi amano, che non amano se stesse e che non amano la vita.

La vita di ognuno di noi è preziosa. La nostra solitudine è preziosa.

Dobbiamo selezionare con cura le persone che entrano ed escono dalla nostra vita e con la stessa cura selezionare i momenti in cui abbiamo bisogno solo della nostra  compagnia.

Libertà, come comprenderla e viverla al meglio

L’arte della libertà,
si fa fatica a conquistarla e ancora più fatica a praticarla.

La libertà è un diritto, ma si può essere completamente liberi?

Sì, è vero, la società ci condiziona e dobbiamo in qualche modo adattarci ad essa e vivere entro i suoi confini.

Ma ho imparato che non è un difetto scendere a compromessi, anzi è un pregio saperlo fare.

Sì, la libertà è bella… ma come si può combattere per ciò che ci rende felici senza fare alcun tipo di rinuncia? Cosa c’è di male nello scendere a compromessi se quel compromesso è il prezzo da pagare per qualcosa di molto più grande e gratificante?
Nessuno del resto è mai stato veramente felice senza aver prima sperimentato la sofferenza. Tutto ha un senso in questa vita, ogni piccola cosa è un pezzo fondamentale di questo grande puzzle chiamato Vita.

Non possiamo quindi vivere senza compromessi, così come non possiamo vivere nella totale libertà.

Abbiamo bisogno di regole, abbiamo bisogno di fare sacrifici, abbiamo bisogno di fare rinunce, abbiamo bisogno di piangere, abbiamo bisogno di cadere, per poi rialzarci più forti di prima.

Non fuggiamo davanti ai momenti difficili…

Che cos’è in fondo la libertà?

Il voler essere a tutti i costi liberi a 360 gradi altro non è che una forma di dipendenza dalla libertà stessa e quindi una non-libertà.

Siamo esseri umani, siamo stati creati per interagire, per socializzare, per amare…
Se pensi che l’essere libero possa svincolarti da tutto questo, ti sbagli.
Se pensi che l’essere libero possa permetterti di continuare ad interagire, socializzare ed amare, ma svincolato da ogni regola e responsabilità, ti sbagli…
Abbiamo tutti un cuore e un’anima che va rispettata.

Fidati, puoi essere te stesso e perseguire il tuo ideale di libertà anche sottostando a qualche piccola regola, anche scendono a qualche piccolo compromesso.

Credo sia più semplice di quello che credi..

Cos’è più importante? Essere liberi di fare quel che si vuole o vivere serenamente? Certamente devi essere te stesso, almeno al 90%. Quel 10% che avanza è quello che tu “sacrifichi” quando scendi a qualche piccolo compromesso. Ad ogni modo non fare tutto quello che ti passa per la testa non vuol dire non essere libero. Noi stessi dobbiamo darci delle regole, dei limiti. Il fatto che nella società odierna una buona fetta dell’umanità è se stessa al 30% e sacrifica il 70% di quello che realmente è, non sta a significare che bisogna fare zero sacrifici per poter vivere la propria vita al 100%. Che poi cosa vuole realmente dire vivere la propria vita al 100%? Vuol dire essere davvero liberi?


Libertà…Mi verrebbe da associarla alla perfezione. Perché? Perché nessuna delle due esiste davvero!!!  Un po’ come la staticità. Ci posso essere momenti di fermo assoluto, ma prima o poi tutto muta. Puoi assaporare momenti di pura libertà, ma prima o poi tornerai ai compromessi che la vita ti presenterà. Puoi vivere una giornata perfetta, raggiungere il peso forma perfetto, avere il marito perfetto…ma niente di tutto questo è eterno e immutabile.

Consigli pratici


Quindi cerca semplicemente di vivere la tua vita al meglio,
non dannarti alla ricerca di libertà o perfezione.

Goditi i momenti belli e quelli meno belli.
Cerca di essere te stesso quanto più puoi
e quando non puoi, non colpevolizzarti troppo.

La vita è piena di ostacoli e di situazioni che non possiamo prevedere o programmare.

Accogli con naturalezza quello che la vita ti presenta
e ascoltando il vero te troverai il modo migliore, per te/in quel momento, di affrontare ciò che ti accade.

 

 

Sii libero di non essere libero.

Gli altri sono il nostro specchio. Come far proprio ogni consiglio che diamo agli altri.

Scommetto che anche tu, come me, hai sempre avuto il consiglio giusto per gli altri ma, per quanto riguardasse la tua vita, non hai mai saputo bene da dove cominciare.
Hai mai pensato di trascrivere tutti i consigli che dai agli altri, per poi rileggerli in seguito? Io l’ho fatto e devo dire che i risultati sono stati sorprendenti.

È risaputo ormai che gli altri sono il nostro specchio e che quando diamo consigli agli altri, in realtà stiamo parlando a noi stessi.  E’ più semplice però dare consigli agli altri piuttosto che a noi stessi, in quanto siamo distaccati dal problema e meno coinvolti. Tutto sembra più semplice e risolvibile quando non si parla di noi.

È però altrettanto risaputo che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e che spesso, sebbene i nostri consigli sembrano essere così giusti, risulta molto difficile metterli in pratica, sia per gli altri che per noi stessi. Sono certa che, anche tu, ti sarai chiesto più volte il perché, nonostante tu abbia capito dove risiedesse il problema, non riuscissi ugualmente a venir fuori da quella spiacevole situazione.

Trascrivendo i consigli che davo agli altri, e quindi anche a me stessa, e rileggendoli più e più volte in futuro nei momenti di smarrimento, sono riuscita a far luce su alcuni aspetti bui di me e a comprendere cose che non avrei mai creduto di riuscire a comprendere. Ho il piacere di condividerne alcuni con te/me.

Consiglio n°1: Allontana i pregiudizi

CONSIGLIO

Non buttarti fra le braccia di mille mila affabili amanti.
E non iniettarti alcool nelle vene per rendere disinibita la tua vita.
L’apparenza affligge, i soldi non ti servono, e il tempo non corre, non è troppo veloce per te.

Consiglio n°2: Ascolta

COSA CONSIGLIO A ME STESSA
Ascolta gli altri.
Quando parlano non interromperli con i tuoi discorsi, con i tuoi problemi o con i tuoi preziosi consigli.
Ascolta te stesso.
Parlati. Cerca di sapere cosa fai e perché lo fai. Sii cosciente ed abbi consapevolezza, di tutto.
Non farti del male. Ti fai del male e lo sai. Sei insoddisfatto e lo sai. Ma?

Consiglio n°3: Non rifugiarti nel vittimismo

CONSIGLIO
Sei una vittima consapevole, e questo ti distrugge.
Spesso hai pensato che la soluzione sarebbe stata essere una vittima inconsapevole, di quelle ignare di tutto e felici per niente.
E invece no, tu sei una vittima consapevole e sai che inconsapevole non lo sarai mai.
L’unica cosa che puoi fare è uscire da questo stato di vittimismo. Ma come?
Come mai non basta rendersi conto della situazione? Cosa ti manca veramente?
La tua paura di solitudine ti ha sempre portato a gettarti fra le braccia di gente qualunque, amici di convenienza…
Per cosa? Nulla.
Tanta gente, ma nulla.
Tanto alcool, tanta droga, tanta musica, tanto cibo, tanti vestiti, tanti gioielli, tanti soldi, ma nulla.

Consiglio n°4: Rifletti

CONSIGLIO

E’ necessario tutto quello di cui ti circondi?
Non hai perso tempo, il tempo sei tu. Tutto quello che fai ha un perché.
Le persone che incontri hanno un perché. Incontri delle persone per un motivo.
Il tempo sei tu e tu fai quello che senti quando lo senti.
Non hai mai perso tempo e se ora pensi il contrario è solo perché finalmente riesci a guardare con occhio esterno dietro di te.

E’ arrivato il momento di indirizzare le tue energie su orizzonti diversi.
Se senti di fare così, non stai sbagliando. Cos’è del resto sbagliato?
Quello che per te potrebbe essere uno sbaglio, magari per qualcun’altro è la soluzione, la cosa più giusta al momento.

Siamo tutti diversi. Tu sei tu. Il tuo tempo sei tu.

Potresti ricevere il consiglio migliore del mondo e non coglierne il valore perché non è il tuo momento,
non è il momento giusto. Ognuno di noi ha il suo momento giusto.
Non dire agli altri cosa è giusto per loro.

Consiglio n°5: Condividi la tua conoscenza

CONSIGLIO

Dona il tuo amore e aiuta gli altri a trovare la loro strada.
La strada che permette ad ognuno di noi di capire chi siamo e cosa vogliamo.
Cosa vogliamo essere. Essere. Esistere e condividerci.
Non tenere il tuo sapere per te. Condividilo.

 Consiglio n°6: Coltiva la tua umiltà

CONSIGLIO
Non elevarti al di sopra degli altri. Mettiti in contatto con gli altri.
Apri loro la porta che permette di accedere al tuo sapere e falli entrare ed uscire quando vogliono.
Starà a loro coglierne il valore quando saranno pronti a farlo, non sta a te deciderlo o pretenderlo.
Tu non puoi sapere quando è il momento giusto per qualcun’altro.
Non giudicarli. Aiutali. E aiutati.
Accogli il sapere che ti viene donato. Non vederlo come un’imposizione.
Proietta tutto su di te e analizzane gli effetti.

Consiglio n°7: Segui il flusso delle tue energie

CONSIGLIO

Lascia che le tue energie fluiscano verso quelle degli altri e analizzane gli effetti.
Se senti di volerlo fare, se ti dona profonda leggerezza, se crea armonia ed equilibrio, fallo.
Non importa se non sai cosa fare in quel momento esatto,
ma cerca di essere consapevole di ciò che non è bene per te, per la tua essenza.
Lo capirai quando meno te lo aspetti e vedrai una luce luminosa.
Non aver paura di quella luce, guardala e lasciati accecare.
Quella è la luce della consapevolezza e del tempo infinito.
La luce delle energie e delle sensazioni, quella che guida tutte le generazioni,
quelle che hanno dato alla luce te e quelle che verranno dopo di te.
Non sei nato per caso e la tua vita ha un senso.

Tutti abbiamo un senso.

E nessuno ha senso da solo.
Sei nato da questa luce e l’hai allontanata da te.
Le condizioni familiari, sociali, storiche, economiche, sentimentali eccetera nel quale hai mosso i tuoi passi, ti hanno portato lontano da questa luce.
Tutti siamo stati portati lontani da questa luce.
E’ necessario allontanarsi da essa per poi ritrovarla quando sarà il momento giusto.
Solo in quel momento ne coglierai la vera essenza.
E’ una luce speciale e una volta ritrovata non ti abbandonerà più.

Consiglio n° 8: Ricorda che gli altri sono un riflesso di te stesso

CONSIGLIO

Quando giudichi gli altri, giudichi te stesso.
Se ti elevi rispetto agli altri, ti stai sotterrando.
Quando non ascolti gli altri, non ascolti te stesso.
Se fai del male agli altri, fai del male a te stesso.
Quando tradisci, tradisci te stesso.
Se dai la colpa a qualcun’altro, colpevolizzi te stesso.

Non farlo.

E se lo fai è semplicemente perché il tuo momento giusto deve ancora arrivare.
Non ti giudico per questo, ti auguro solo buona fortuna.

Ti voglio bene

 

 

Ultimo consiglio:

PROVA A VOLERTI BENE

Il segreto per una vita serena: essere se stessi

Cosa è giusto o sbagliato nella vita?

Non trovi anche tu che questa domanda sia di per sé ambigua? Non ti chiedi anche tu se davvero esistono cose giuste o sbagliate?
E, soprattutto, non ti domandi anche tu chi è in potere di deciderlo? Chi ha il diritto di dire a qualcun altro cosa sia giusto fare o non fare?

Ovviamente nel corso dei millenni, secoli e anni..società, religioni e culture, variegate ed avariate, hanno deciso cosa fosse giusto e sbagliato inculcando nella mente dei più deboli preconcetti morali predefiniti e manipolando così le masse.

giusto e sbagliatoAbbiamo davvero bisogno della religione per capire che uccidere è sbagliato o che essere misericordiosi è cosa buona e giusta? Questi sono principi umani che
dovrebbero (riprenderò il discorso in seguito) nascere naturalmente in noi. Anzi, credo che la religione abbia proprio spinto al contrario, basta citare le famosissime crociate o “guerre di religione” o il divario che le stesse religioni creano fra popoli appartenenti a religioni diverse. Dove è finita questa misericordia se un cattolico arriva a detestare un musulmano o viceversa?

La politica ha fatto qualcosa di molto simile. Ha inventato false verità e manipolato masse. Chi è al potere deve collezionare seguaci e l’unico modo per farlo è manipolandoli.

Ora non voglio neanche impelagarmi troppo in questioni politiche o religiose delle quali non mi intendo molto, ma avevo bisogno di fare queste premesse per parlare di ciò che mi sta realmente a cuore:

LA VERA NATURA UMANA

Secondo te, i sacerdoti o i politici hanno mai tenuto veramente in considerazione la natura umana?
Io credo proprio di no. La vera natura umana è stata calpestata, ignorata, diffamata, distrutta…..CONDANNATA.

Non trovi anche tu che il peccato originale
sia stata un’idea originale?

Per non parlare di quel simpaticone dell’Arcangelo Gabriele che annuncia  la nascita del figlio di una vergine.
Hai capito bene: LA NASCITA DEL FIGLIO DI UNA VERGINE!

Non trovi anche tu che tutte queste favolette siano state brillantemente inventate per innescare in noi un indelebile senso di colpa?
Così che tutti, compresi i nostri stessi genitori e insegnanti di scuola, essi stessi plagiati, potessero a loro volta manipolarci.

giusto e sbagliato

Che ruolo hanno i genitori in tutto questo?

Può un genitore voler davvero bene a un figlio, se non ne vuole a se stesso? Nella sua testa è stata inculcata una morale discutibile e lui, convinto della sua credibilità, cerca di trasmetterla alla prole. Posso immaginare che fare il genitore non sia affatto semplice. A stento riusciamo a capire cosa è meglio per noi stessi, figuriamoci per qualcun altro.

Di una cosa però sono molto grata ai miei genitori, sebbene anche loro, come nel piccolo tutti noi, siano stati vittime di questa società. Entrambi hanno cercato quanto più possibile di lasciarmi libera di sbagliare, di seguire la mia natura e capire io stessa quale fosse la mia strada da seguire. Sebbene sia cresciuta in un quadro religioso e sociale ben definito, nel loro piccolo sono stati dei fantastici, piccoli, dolci rivoluzionari.

Cosa è giusto o sbagliato nella vita?

La risposta credo sia una e una sola:
giusto è tutto ciò che ti viene naturale, sbagliato invece tutto ciò che non ti viene naturale.

Qui mi aspetterei una domanda del tipo:
e se quello che fa star bene te nuoce a qualcun’altro?

La mia risposta sarà:
vuol dire che così dev’essere.

Tutto avviene per una ragione. Nella vita esiste il bello e il brutto, i sorrisi e le lacrime, la serenità e la tristezza. Nulla potrebbe esistere senza il suo opposto. Ci sarà sempre chi è felice e chi non lo è, chi riceve del bene e chi del male. La vita è una ruota che gira, non possiamo né fermarla né invertirne la corsa. Possiamo solo viverla, così com’è, secondo natura.

Cosa succede però spesso e volentieri? Succede che la nostra natura ci porta a fare cose che religione, società e cultura definiscono “sbagliate” e quindi noi ci colpevolizziamo in partenza e non le facciamo. Questo ci fa star male perché abbiamo frenato la nostra vera natura per omologarci e soddisfare richieste e aspettative esterne, cioè per apparire come gli altri vogliono vederci.

giusto o sbagliatoMa noi come ci vediamo davvero?

Siamo felici di noi stessi e con noi stessi quando indossiamo questa maschera? Cos’è che importa davvero, quello che gli altri vedono o quello che noi stessi sentiamo e percepiamo? Io rispondo la seconda, e tu?

Tornando a quei sacerdoti e politici che hanno manipolato le masse…se hanno agito seguendo la loro, per quanto discutibile, natura, io non posso far altro che stimarli per questo! Loro hanno fatto quello che sentivano di fare, quello che più li faceva star bene. A certe persone fa star bene la sofferenza altrui, o sfruttare l’altro. A me no, ma io non sono loro e loro non sono me. Quello che non capisco invece è perché un ipotetico “tu” si sia lasciato manipolare o sfruttare da questa gente quando questo invece non rispecchiava affatto la tua natura?

Per fare un esempio apparentemente banale posso menzionarvi la classica situazione della ragazzina ferita che incolpa lo stronzo in questione di essere stato la causa delle sue sofferenze. Lo stronzo in questione è sempre stato stronzo e sempre lo sarà. Questa è la sua natura e forse non cambierà mai. Allora cosa deve fare questa ragazzina? Passerà la vita a trovare la causa delle sue sofferenze in tutti i bastardi che incontrerà? Oppure prenderà in mano la sua vita, smetterà di farsela mettere in quel posto e inizierà a seguire la sua vera natura?

Fidati che se segui la tua vera natura non andrai a finire in situazioni che ti faranno del male.

Certo, potrai incorrere in situazioni spiacevoli che fan parte della vita, ma se davvero vivi secondo quello che realmente sei, saprai come affrontarle..senza dover stare ad incolpare nessuno (spesso soffrire è quel che è giusto per te in quel momento, è propedeutico, non condannarlo)! Ciò che in quel momento particolare della tua vita poteva sembrarti sbagliato, è stata invece la cosa giusta per te guardandola a posteriori: accogli semplicemente quello che la tua natura ti dona. 

Noi siamo padroni di noi stessi. La mia, infatti, non è una critica al manipolatore…bensì a chi si lascia manipolare. A meno che lasciarti manipolare non faccia parte della tua vera natura, allora è un’altra storia! Tutto è relativo, nulla è giusto o sbagliato, non ci sono regole universali per deciderlo.

giusto e sbagliato

Sii naturale, questa è l’unica regola, l’unica cosa giusta.

5 effetti negativi della tecnologia sulle nostre vite

Come la tecnologia ha preso lentamente il sopravvento sulle nostre vite

1° effetto: Incapacità di esprimere i sentimenti di persona

tecnologia
La tecnologia ci ha gradualmente distaccati da tutto ciò che è umano. Un tempo quando si parlava ci si guardava negli occhi, ora invece si fissa con sguardo vuoto e assente uno schermo. Le persone in passato si sorridevano, si scambiavano strette di mano, si abbracciavano. Ora invece si inviano emoticons e mi piace.
E cosa succede quando va via la corrente e quando si scarica il telefonino?
Cosa succede quando finiscono i giga, il cellulare non prende o si viaggia in un aereo senza wifi?PANICO

La tecnologia ci ha reso tutti incapaci di fare quello che un tempo era più che normale fare: parlare, confrontarsi, essere creativi ecc.

2° effetto: Insicurezza

La tecnologia ci ha resi tutti più belli e intelligenti.Siamo in grado di modificare la nostra immagine a nostro piacimento o di usare i motori di ricerca per rispondere a quesiti ai quali non avremmo saputo rispondere.

E’ certamente più facile conquistare l’attenzione di qualcuno con una foto perfetta e una saggia citazione. Che importa se nella realtà appariamo differentemente e se quella citazione l’ha pensata qualcun altro?
Anche considerando l’ipotesi che siamo noi gli autori di una citazione d’eccellenza, sarebbe sprecato condividerla con una sola persona..non trovate? Meglio condividerla sui social così in pochissimi secondi migliaia di persone ci considereranno intelligenti.
E cosa succede se usciamo di casa struccate o senza gel ai capelli, magari sporchi e sudati dopo il lavoro o la palestra, e incontriamo l’uomo o la donna dei nostri sogni per strada?
Cosa succede se ci ritroviamo a partecipare ad un dibattito e non comprendiamo ciò che ci viene chiesto o non sappiamo rispondere?

PANICO

La tecnologia ci ha reso la vita così facile che situazioni del tutto normali diventano difficili da affrontare. Cosa facciamo quindi? Le evitiamo e abbiamo paura di esserne coinvolti.

3° effetto: Impazienza

tecnologia e impazienza
La tecnologia ha velocizzato i tempi e questo è sicuramente un effetto positivo. Ma velocizzando i tempi ha ridotto la capacità umana di essere pazienti. In passato certe agevolazioni non erano presenti quindi ci si arrangiava. Si impiegava più tempo nel fare le cose. Non vi erano alternative, quindi le cose si facevano secondo i tempi richiesti e basta. Senza troppe lamentele o stress inutili. Cosa succede oggi invece? Che tutto funziona con un click. E cosa succede che il tasto per dare via a quel click si inceppa o si rompe?
Cosa succede se accadono imprevisti che alternano tutto ciò che avevamo accuratamente pianificato?

PANICO

La tecnologia ci ha resi impazienti. Prima aspettavamo se c’era da aspettare. Ora non più. Se possiamo acquistare tutto con un click, perché mai essere costretti a fare la fila al negozio? Se possiamo pagare le bollette tramite bonifico, perché mai svegliarsi presto la mattina per andare alle poste? Se possiamo inviare lamentele via email, perché mai uscire con il freddo per andare a parlare con l’impiegato? Se possiamo inchiodare i nostri figli davanti televisioni o tablet, perché perdere tempo a giocare con loro?tecnologia e bimbi

Capita spesso però che il computer si rompe, il sistema bancario è inattivo, abbiamo dimenticato la password per accedere alla nostra email, la tv non trasmette nulla di interessante per i nostri bambini.

Allora cosa facciamo? Usciamo!

Andiamo al negozio, dove magari ci sono anche i saldi, e troviamo una fila chilometrica. Non siamo abituati ad aspettare cosi tanto, ci arrabbiamo, ci lamentiamo dell’inefficienza del negozio. Ci lamentiamo che la cassiera è lenta. Discutiamo e/o spesso litighiamo con chi è in fila o con chi crediamo ci abbia ingiustamente preceduti.

Ci rechiamo in banca per fare il bonifico, fila anche lì. Ed anche lì ci arrabbiamo e ci lamentiamo. Guarda caso l’impiegato è inefficiente e la banca è la responsabile di tutti i nostri mali.

Andiamo al banco servizio clienti del supermercato ad esporre le nostre lamentele. Lo stesso impiegato, abituato a ricevere email, non sa bene come relazionarsi con noi. Noi, abituati ad inviare email, veniamo irritati dalla sua scarsa prontezza. Ci impazientiamo, vogliamo subito risposte chiare e risolutive. Ci lamentiamo, discutiamo, litighiamo.

Finalmente andiamo al parco a far giocare i nostri bambini…….forse qui finalmente ci rilassiamo un attimino! Dovremmo andarci più spesso!

4° effetto: Maleducazione

Se la tecnologia genera incapacità di esprimere sentimenti, insicurezza e impazienza, non mi meraviglio se essa ci rende anche dei grandi maleducati.Non sappiamo più dire grazie, prego, scusa o per favore. Per non parlare dei buongiorno, buonasera o buon lavoro.

La tecnologia ci ha resi timidi e impauriti di affrontare quella vita che esiste al di là di uno schermo o al di là di un click.
Un buongiorno richiede spreco di energia e di tempo: vogliamo un caffè, tutto il resto non importa, il barista deve SUBITO farci un caffè. E se c’è fila al bar? Vado di fretta, mi fai un caffè al volo? Si, al volo io te lo lancerei in faccia quel caffè! Innanzi tutto devi dire buongiorno. Seconda cosa aspettare il tuo turno. Terza cosa chiedere per favore. Infine ringraziare per il servizio, magari con una bella mancia. Sai, il barista non viene pagato di più per sorriderti o renderti di buon umore. Ripagalo almeno con altrettanta gentilezza!

5° effetto: Solitudine

Incapacità di esprimere sentimenti, insicurezza, impazienza e maleducazione. Come può la tecnologia non renderci tremendamente SOLI??? 3000 amici su Facebook e 500 followers su Instagram ma in fin dei conti, tremendamente soli.

Ti ringrazio per aver perso tempo a leggere il mio articolo. Ora però spegni il pc, metti il cellulare in tasca ed esci. C’è un mondo di gente e di cose da scoprire lì fuori!

 

3 rimedi naturali contro la dermatite atopica

Rimedi naturali contro la dermatite atopica

Relax, Idratazione & Natura

Anche tu come me stai impazzendo dietro medici e soluzioni inefficaci?
In quest’articolo ti elencherò 3 semplici rimedi naturali contro la dermatite atopica.

Premessa

FAI TESORO DI OGNI CONSIGLIO, MA ADATTALO A CIO’ CHE E’ MEGLIO PER TE!

Sebbene la dermatite atopica sia un problema comune, esso si manifesta in svariate forme e livelli di gravità a seconda dei casi e dei soggetti colpiti. Una soluzione estremamente efficace per te potrebbe non esserlo per qualcun altro. Quindi il mio è un invito a provare questi rimedi e vedere se potrai anche tu, come me, trarne beneficio. Mi raccomando ci tengo a saperlo!

Inoltre, se stai leggendo questo articolo, anche tu saprai benissimo che la nostra pelle altro non è che lo specchio della nostra anima. Quindi non ti focalizzare esclusivamente sul problema, ma cerca di analizzarne a fondo le cause, che risiedono in quello che mangiamo, sentiamo, tocchiamo ecc…

Detto ciò ti elenco con piacere 3 semplicissimi rimedi che mi hanno notevolmente aiutata nella mia battaglia di vita contro la dermatite atopica:

  1. RELAX

    DIMINUIRE LO STRESS

    rimedi naturali dermatite atopica

    Stress, ansia e tensione nervosa sono spesso promotori e/o aggravanti di problemi cutanei. Non a caso ho scelto questo punto come primo, nonché più importante, rimedio contro la dermatite atopica.

    Ti sarà sicuramente capitato di iniziare ad avere una sensazione di forte prurito ogni qual volta si presentasse una situazione fastidiosa. Una di quelle situazioni che provoca agitazione e disagio. A me, ad esempio, capita spesso di iniziare a grattarmi quando mi sento in difficoltà. In particolar modo quando non riesco a trovare immediatamente la soluzione ad un problema oppure quando non so come rispondere a domande scomode o affrontare situazioni inaspettate.
    Il caso più evidente si presentò infatti dopo un brutto litigio. Ricordo che non passarono neanche 5 minuti che improvvisamente mi ritrovai coperta di macchie, bolle e sfoghi di dermatite atopica su collo, viso e braccia.

    Ovviamente se sei un soggetto predisposto a stress e ansia e ti innervosisci facilmente, gli effetti sulla pelle sono ancor più frequenti ed evidenti.

    Medicina tradizionale o rimedi naturali?

    Personalmente, dopo 26 anni passati a perder tempo dietro medici e cortisoni ho finalmente capito che io ero nelle mani di me stessa. Ci tengo a sottolineare che la figura del medico è molto importante e pertanto non va mai abbandonata. Ma ti invito a considerare le terapie mediche come linee guida entro le quali tu stesso devi trovare le soluzioni a te più adeguate.

    Per quanto preparato e affidabile un medico possa essere, egli non vive il tuo problema. Solo tu vivi il problema e solo tu puoi sconfiggerlo da dentro. Il medico agirà da fuori e ti darà dei consigli. Fanne uso prezioso ma non dimenticarti di fare uso prezioso degli avvertimenti che il tuo stesso corpo ti dà.

    Ricordati che puoi curare la maggior parte dei tuoi problemi semplicemente conoscendoti un po’ meglio e affrontando le tue insicurezze e paure. Non ti dico che sia facile, anzi ti dico che non lo è.
    Ma ti dico anche che il cortisone ti farà stare meglio per qualche giorno, mentre comprendere le origini dei tuoi sfoghi cutanei avrà effetti molto più duraturi. Anima e corpo sono strettamente connesse. Tutto quello che hai dentro si riversa magicamente sulla tua pelle.

    Ho trovato nella meditazione e nello yoga un aiuto per riuscire rilassarmi, a controllare la mia negatività e quindi a ridurre questi improvvisi attacchi di prurito e sfoghi cutanei. Queste due discipline sono state di grande aiuto per me, ma tu sei libero di scegliere qualsiasi altra tecnica di rilassamento che ti faccia più sentire a tuo agio.

    L’importante è che tu tenga sempre presente che nulla accade per caso…e la dermatite è sempre lì pronta a ricordartelo.

  2. IDRATAZIONE


    RIDURRE IL CONSUMO DI ALCOLICI E AUMENTARE QUELLO DI ACQUA, TISANE, INFUSI


    Idratazione, Idratazione, Idratazione
    Non dimenticarlo mai. L’acqua costituisce più del 60% del nostro organismo. Esso ha perciò bisogno di mantenersi idratato per funzionare correttamente. Tra i sintomi che denotano disidratazione vi è per l’appunto la secchezza della pelle. E se i sillogismi di Aristotele non sono un’opinione. Se pelle secca è uguale a disidratazione e dermatite atopica è uguale pelle secca allora disidratazione = dermatite atopica. Meno ti idrati e più la tua pelle sarà secca. Il mio consiglio, nonché anche consiglio degli esperti, è quello di bere almeno 2 litri d’acqua al giorno.

    Sarà capitato anche a te di uscire la sera con gli amici a bere qualcosa e iniziare a sentire la propria pelle disidratarsi. Specialmente durante la notte e al mattino seguente, sentirla più secca del solito e prurito alle stelle.
    Purtroppo le bevande alcoliche disidratano e contengono istamina, una sostanza che genera prurito.

    Bevi meno e bevi meglio.rimedi naturali dermatite atopica
    Non ti obbligo a bandire per sempre l’alcool dalla tua vita ma dovresti indubbiamente ridurne l’uso. Sapendo di non poter esagerare con l’assunzione di bevande alcoliche, inizierai a raffinare i tuoi gusti e la tua scelta. Berrai di meno ma berrai meglio. E bere meglio vuol dire anche volersi più bene. Bere meglio e mangiare meglio (vedi alimenti che contengono/rilasciano istamina) aiutera la tua pelle a vivere meglio. Da qui il terzo, ma non ultimo per importanza, rimedio naturale contro la dermatite atopica.

  3. NATURA

    Aumentare l’uso di prodotti naturali e biologici

    Alimentazione

    Evita i cibi in scatola o i surgelati pieni di conservanti e additivi in quanto dannosi per la pelle e non solo. Acquista solo prodotti di agricoltura biologica. Fai spese intelligenti: piccole e frequenti. Non è un bene che le mele che acquisti rimangano verdi e lucenti per 2 settimane!

    Riduci il consumo di sostanze contenenti istamina, una sostanza presente in molti alimenti e che favorisce eruzione cutanea, prurito e orticaria.

    Alimenti ricchi di istamina:
    pomodori, cratuti, spinaci,
    melanzane,
    conserve,
    ketchup e salsa di soia,
    pesce in scatola: conservati, marinati, salati o essiccati (sardine, tonno, sgombro, acciughe, aringhe),
    pesce affumicato (aringa, salmone),
    salami e insaccati,
    carne in scatola,
    formaggi fermentati e stagionati,
    alcolici, vino bianco, birra fermentata, champagne,
    aceto di vino rosso,
    lievito.

    Alimenti che possono rilasciare istamina direttamente nel corpo:
    cioccolato/cacao,
    fragola, banana, ananas, papaya, agrumi, kiwi, lampone, pera, avocado,
    molluschi e crostacei,
    noci, nocciole, mandole e anacardi,
    albume d’uovo,
    carne di maiale,
    caffè, liquirizia, spezie,
    conservanti alimentari come i benzoati (acido benzoico e suoi sali),
    mirtillo rosso.

    Mi raccomando però, non prendere questa lista troppo alla lettera!

    Ti ho consigliato di ridurre il consumo di certi alimenti ma non di eliminarli completamente dalla tua dieta! Molti di questi alimenti sono indispensabili al nostro organismo e la loro completa eliminazione potrebbe causare effetti collaterali indesiderati.

    Ovviamente ti consiglio di fare test per allergie o intollerante alimentari prima di tutto. Potrebbero esserci alimenti a cui sei allergico o intollerante, i quali a prescindere dal loro contenuto o meno di istamina, devi eliminare dalla tua dieta.

    Prodotti per la pelle e cosmesi

    Evita prodotti aggressivi per la pelle. Acquista in farmacia o in negozi specializzati.

    Ti consiglio deodoranti naturali, senza l’aggiunta di coloranti, profumi e alcool. Al momento io sto utilizzando Crystal Ipoallergenico.

    Evita prodotti che producono troppa schiuma. Per lavarti ad esempio ti consiglio l’uso di OLII DETERGENTI.

    Ho trovato molto efficaci due oli detergenti della Galenia: LENUS OLIO DETERGENTE lenitivo sul prurito e LIPIOL OLIO DETERGENTE adatto alla detersione quotidiana di pelli secche e molto secche.

    Ti consiglio anche quello della CERAMOL, di cui ti raccomando altresì la crema idratante, lo shampoo e il balsamo. I prodotti della Ceramol sono senza profumi, conservanti, coloranti, alcool, antiossidanti ed emulsionanti etossilati. Specifici per pelli iperattive, intolleranti e allergiche e per il trattamento di eczemi e dermatite atopica..

    Un’altra ditta che posso raccomandarti è la DUCRAY della quale, nella fattispecie, ti consiglio lo shampoo KELUAL DS. Esso infatti lenisce gli arrossamenti e la sensazione di prurito causati dalla presenza di dermatite atopica sulla cute.

    Senza entrare nello specifico posso qui citarti altre ottime case farmaceutiche che si dedicano alla cura della pelle, in particolare quella molto secca: Avène, Aderma, Lichtena, Eucerin.

    Per quanto riguarda i cosmetici ti consiglio di utilizzare Bionike o La Roche Posay.

     

    Ho recentemente introdotto tre creme dalle quali non riesco più a separarmi:

    ELIDEL ® crema, dotato di un forte potere antinfiammatorio, paragonabile a quello dei corticosteroidi molto attivi.
    Al contrario di quest’ultimi tuttavia risulta generalmente più sicuro, riducendo sensibilmente il rischio di atrofia cutanea e reazioni avverse locali. Indicato particolarmente per il viso.
    ZINCO OSSIDO SELLA unguento, adatto al trattamento lenitivo e protettivo di eczemi, dermatosi e lievi escoriazioni. Indicato particolarmente nelle pieghe del corpo più soggette a irritazioni.
    SVR TOPIALYSE PALPEBRAL, crema per palpebre irritate adatta a neonati, bambini e adulti. Azione anti irritazioni e anti prurito rinforzante. Calma e allevia le palpebre. Protegge dalle aggressioni esterne e combatte la proliferazione batterica.

    Come ho specificato nella premessa, solo tu puoi capire qual è il prodotto più adatto a te. E’ bene però aver presente una lista di prodotti raccomandati e raccomandabili sui quale poter fare affidamento.  E ribadisco che è sempre opportuno avere sempre un consulto medico.

    Indumenti e detersivi

    A contatto con la pelle usa tessuti di cotone chiaro.

    Per lavare gli indumenti ti consiglio di usare sapone di marsiglia puro, ALMACABIO o FROSCH.
    Evita i classici ammorbidenti o smacchiatori pieni di additivi. Al loro posto ti consiglio i vecchi, ma non per questo inefficaci, rimedi della nonna: un cucchiaio di bicarbonato e un cucchiaio di aceto di vino bianco.

     

    Ovviamente cerca di mantenere il più pulito possibile l’ambiente in cui vivi. Ti consiglio inoltre di usare copri federe e copri materasso anti-acaro.

     

    Non risparmiare sulla tua salute.