Come scegliere il proprio gruppo di amici

Nella vita di tutti noi esistono persone che hanno lasciato il segno e che, a prescindere dalla distanza spaziale e temporale, continuano ad occupare un posticino nei nostri cuori.

È certamente più semplice mantenere unito il proprio gruppo di amici quando si vive, studia o lavora per tanti anni nella stessa città.

La vera sfida però inizia quando le proprie strade si dividono e ci si trasferisce altrove.

Accade quindi che si perdono per strada alcuni dei vecchi amici e, al contempo, si fa fatica a creare nuovi rapporti solidi e duraturi.

Sono davvero pochi quei veri amici che restano tali, nonostante tutto.

NUOVA VITA E GRUPPO

LE AMICIZIE VERE

Le amicizie cosiddette “vere” hanno bisogno di tempo per essere coltivate e, soprattutto, hanno bisogno di naturalezza.

Non si può forzare la nascita di un’amicizia semplicemente perché ci si sente soli e spaesati in una nuova città, né cercarla a tutti i costi, rischiando così di entrare in contatto con persone (per noi) sbagliate e in cui riponiamo, nonostante tutto, false speranze.

L’ATTACCAMENTO AL PASSATO

I cambiamenti spesso spaventano e minacciano il nostro equilibrio.
Una parte di noi resta affezionata a quello che eravamo prima e non riesce a lasciarsi andare alle novità.

GRUPPO E PASSATO

Spesso proiettiamo nel nostro presente, persone ed eventi ormai appartenenti al nostro passato. Non ci rendiamo conto che crescendo cambiamo e che anche quelle vecchie persone e situazioni, contemporaneamente, cambiano.

Piuttosto che “ritrovare” noi stessi, dovremmo ogni giorno “trovare” quella nuova parte di noi che si adatta ai tempi che corrono. Perché “ritrovarsi” è un po’ come fare un tuffo nel passato.

Sia chiaro, il passato fa parte di noi ed è grazie ad esso se abbiamo raggiunto certi traguardi. Non possiamo rinnegare il nostro passato ed è giusto che ne conserviamo i ricordi e gli insegnamenti. Il voler rivivere situazioni ed emozioni passate però deve essere una scelta e non una costrizione dettata dalla pigrizia e dalla routine che non si ha il coraggio di abbandonare.

L’importanza dei vecchi amici

Non scordiamoci dei nostri vecchi amici, quelli che non vediamo e sentiamo da un po’, ma che sono ancora nostri amici.

Piuttosto che uscire con quel collega di lavoro che non sopporti, solo perché non hai di meglio da fare, perché non approfitti di un weekend libero per andare a trovare un vecchio amico?

Anche se fosse solo per un caffè!

Certi rapporti vibrano di così tanta bella energia che anche viverli per soli cinque minuti può lasciarti dentro una sensazione di positività e benessere impagabile e che ti porterai dentro per sempre.

GRUPPO DI VECCHI AMICI

In fondo che importa dove, come e quando abbiamo la possibilità di rincontrare i nostri vecchi amici?

L’importante è sapere che ci sono e che ci sono per noi.

È giusto che ognuno percorra la sua strada, ma questo non implica lo svanire dell’energia che regna fra due persone.

L’IDEOLOGIA DEL GRUPPO

GRUPPO DI AMICI

Spesso si ha la tendenza a frequentare sempre lo stesso gruppo di persone, che fa sempre le stesse cose e parla sempre delle stesse cose.

Diventa inevitabile, così, cadere nella monotonia e nella noia.

Al contrario, invece, se si esce con gruppi diversi, aumentano le probabilità di fare e parlare di cose completamente nuove e, per questo, più entusiasmanti.

L’intelligenza si divide all’interno del gruppo

L’essere umano tende a diventare più stupido, o meno intelligente, quando si trova insieme ad altre persone. Alle volte per farsi notare o per far valere le sue ragioni o, semplicemente, per cercare di risultare simpatico a tutti.

Persone che possono risultare antipatiche o superficiali in gruppo possono riservare qualità inaspettate se prese singolarmente.

Onestamente preferisco far parte di un gruppo quando questo gruppo può essere realmente chiamato tale. In che senso? Nel senso che gli appartenenti a questo gruppo hanno deciso di unirsi in nome di uno o più interessi comuni (come ad esempio uno sport o un movimento politico).

Rifiuto invece di appartenere ad un gruppo di persone che si è trovato insieme per puro caso e non sa neanche come passare al meglio il proprio tempo.

Il gruppo deve essere una scelta, non un’assenza di alternative.

GRUPPO E SCELTE

Per ogni interesse diverso può esistere un gruppo diverso

Poiché gli interessi di una persona sono molteplici, preferisco far parte di più gruppi, così da poter passare da un gruppo all’altro a seconda di quali interessi io abbia voglia di coltivare.

Molti hanno definito questo, un atteggiamento egoistico.

Onestamente non ne vedo il motivo.

Perché mai dovresti sentirti costretto a fare ciò che non ti fa star bene solo per soddisfare le esigenze del gruppo?

E perché mai dovresti rinunciare alle tue passioni solo perché gli altri del gruppo non le condividono?

Perché il tuo migliore amico dovrebbe offendersi nel caso tu decidessi di andare a giocare a golf con un altro amico, quando lui non ama affatto giocare a golf? Tutt’al più sarebbe lui l’egoista qualora ti proibisse di giocare a golf con il tuo amico solo perché quell’amico non è lui!

IN COMPAGNIA DI SE STESSI

Bisognerebbe anche un po’ abbandonare quest’idea che per fare qualcosa che ci piace bisogna per forza trovare un amico che voglia farla con noi.

E se non avessimo amici interessati a farla?
E se vivessimo in una città nuova e non avessimo proprio degli amici? Rinunciamo a fare quella cosa finché non troveremo quell’amico per farla?
Potrebbe essere troppo tardi lo sai?!

Bisognerebbe trovare il proprio equilibrio ed essere capaci di coltivare i propri interessi anche da soli.

GRUPPO E SOLITUDINE

Bisogna essere forti e riuscire a convivere con la solitudine, riducendo così i propri rapporti a quelli più significativi.

Che senso avrebbe del resto circondarsi di persone che ci fanno sentire ancora più soli di quando lo siamo realmente.

L’INDIPENDENZA DAL GRUPPO

L’appartenere a più gruppi, o il non appartenere a nessun gruppo, ha però i suoi effetti collaterali.

Quando ti trovi, che sia per scelta o per caso, in un qualsiasi gruppo a cui non appartieni o che frequenti sporadicamente, spesso e volentieri ti senti escluso.

E’ difficile creare legami forti con persone con le quali non condividi molto del tuo tempo e dei tuoi interessi.

Non a caso molte persone, che hanno pochi interessi o che per altre ragioni frequentano sempre lo stesso gruppo di persone, creano con gli altri appartenenti al gruppo un legame, se si può dire, più forte. Condividono una serie di esperienze personali che si verificano all’ordine del giorno e su cui si aggiornano ad ogni incontro.

Ovviamente se non sei stato presente quando i tuoi amici hanno condiviso determinate esperienze, rischi di rimanere escluso da molti dei loro discorsi e, spesso e volentieri, di non cogliere il significato di alcune delle loro battute.

L’arte di saper stare bene in qualsiasi gruppo

Sono dell’idea che una persona intelligente abbastanza sappia tirar fuori argomenti interessanti di cui parlare senza necessariamente far sentire escluso nessuno del gruppo o rischiare di diventare ripetitivo.

BUONA COMPAGNIA E GRUPPO

Inoltre credo che oggigiorno la gente sia, a prescindere dalla sua intelligenza, a corto di argomenti interessanti di cui parlare e, qualora si trovasse con persone con le quali non condivide molto (interessi, scuola, lavoro), farebbe fatica a sostenere una conversazione ricca e coinvolgente.

Fra le mille cose la gente al giorno d’oggi non sa neanche più ascoltare, poiché è troppo impegnata a far valere a tutti i costi le proprie ragioni. 

Molte persone, di quelle che si sono inconsciamente rassegnate ai tempi che corrono, hanno deciso di frequentare sempre lo stesso gruppo di amici, a prescindere se ne siano felici o meno, tanto basta aprire Facebook o Instagram per isolarsi quel che basta dal gruppo reale e stare “meglio” in quello virtuale!

 

Vuoi davvero essere una di queste persone?

5 effetti negativi della tecnologia sulle nostre vite

Come la tecnologia ha preso lentamente il sopravvento sulle nostre vite

1° effetto: Incapacità di esprimere i sentimenti di persona

tecnologia
La tecnologia ci ha gradualmente distaccati da tutto ciò che è umano. Un tempo quando si parlava ci si guardava negli occhi, ora invece si fissa con sguardo vuoto e assente uno schermo. Le persone in passato si sorridevano, si scambiavano strette di mano, si abbracciavano. Ora invece si inviano emoticons e mi piace.
E cosa succede quando va via la corrente e quando si scarica il telefonino?
Cosa succede quando finiscono i giga, il cellulare non prende o si viaggia in un aereo senza wifi?PANICO

La tecnologia ci ha reso tutti incapaci di fare quello che un tempo era più che normale fare: parlare, confrontarsi, essere creativi ecc.

2° effetto: Insicurezza

La tecnologia ci ha resi tutti più belli e intelligenti.Siamo in grado di modificare la nostra immagine a nostro piacimento o di usare i motori di ricerca per rispondere a quesiti ai quali non avremmo saputo rispondere.

E’ certamente più facile conquistare l’attenzione di qualcuno con una foto perfetta e una saggia citazione. Che importa se nella realtà appariamo differentemente e se quella citazione l’ha pensata qualcun altro?
Anche considerando l’ipotesi che siamo noi gli autori di una citazione d’eccellenza, sarebbe sprecato condividerla con una sola persona..non trovate? Meglio condividerla sui social così in pochissimi secondi migliaia di persone ci considereranno intelligenti.
E cosa succede se usciamo di casa struccate o senza gel ai capelli, magari sporchi e sudati dopo il lavoro o la palestra, e incontriamo l’uomo o la donna dei nostri sogni per strada?
Cosa succede se ci ritroviamo a partecipare ad un dibattito e non comprendiamo ciò che ci viene chiesto o non sappiamo rispondere?

PANICO

La tecnologia ci ha reso la vita così facile che situazioni del tutto normali diventano difficili da affrontare. Cosa facciamo quindi? Le evitiamo e abbiamo paura di esserne coinvolti.

3° effetto: Impazienza

tecnologia e impazienza
La tecnologia ha velocizzato i tempi e questo è sicuramente un effetto positivo. Ma velocizzando i tempi ha ridotto la capacità umana di essere pazienti. In passato certe agevolazioni non erano presenti quindi ci si arrangiava. Si impiegava più tempo nel fare le cose. Non vi erano alternative, quindi le cose si facevano secondo i tempi richiesti e basta. Senza troppe lamentele o stress inutili. Cosa succede oggi invece? Che tutto funziona con un click. E cosa succede che il tasto per dare via a quel click si inceppa o si rompe?
Cosa succede se accadono imprevisti che alternano tutto ciò che avevamo accuratamente pianificato?

PANICO

La tecnologia ci ha resi impazienti. Prima aspettavamo se c’era da aspettare. Ora non più. Se possiamo acquistare tutto con un click, perché mai essere costretti a fare la fila al negozio? Se possiamo pagare le bollette tramite bonifico, perché mai svegliarsi presto la mattina per andare alle poste? Se possiamo inviare lamentele via email, perché mai uscire con il freddo per andare a parlare con l’impiegato? Se possiamo inchiodare i nostri figli davanti televisioni o tablet, perché perdere tempo a giocare con loro?tecnologia e bimbi

Capita spesso però che il computer si rompe, il sistema bancario è inattivo, abbiamo dimenticato la password per accedere alla nostra email, la tv non trasmette nulla di interessante per i nostri bambini.

Allora cosa facciamo? Usciamo!

Andiamo al negozio, dove magari ci sono anche i saldi, e troviamo una fila chilometrica. Non siamo abituati ad aspettare cosi tanto, ci arrabbiamo, ci lamentiamo dell’inefficienza del negozio. Ci lamentiamo che la cassiera è lenta. Discutiamo e/o spesso litighiamo con chi è in fila o con chi crediamo ci abbia ingiustamente preceduti.

Ci rechiamo in banca per fare il bonifico, fila anche lì. Ed anche lì ci arrabbiamo e ci lamentiamo. Guarda caso l’impiegato è inefficiente e la banca è la responsabile di tutti i nostri mali.

Andiamo al banco servizio clienti del supermercato ad esporre le nostre lamentele. Lo stesso impiegato, abituato a ricevere email, non sa bene come relazionarsi con noi. Noi, abituati ad inviare email, veniamo irritati dalla sua scarsa prontezza. Ci impazientiamo, vogliamo subito risposte chiare e risolutive. Ci lamentiamo, discutiamo, litighiamo.

Finalmente andiamo al parco a far giocare i nostri bambini…….forse qui finalmente ci rilassiamo un attimino! Dovremmo andarci più spesso!

4° effetto: Maleducazione

Se la tecnologia genera incapacità di esprimere sentimenti, insicurezza e impazienza, non mi meraviglio se essa ci rende anche dei grandi maleducati.Non sappiamo più dire grazie, prego, scusa o per favore. Per non parlare dei buongiorno, buonasera o buon lavoro.

La tecnologia ci ha resi timidi e impauriti di affrontare quella vita che esiste al di là di uno schermo o al di là di un click.
Un buongiorno richiede spreco di energia e di tempo: vogliamo un caffè, tutto il resto non importa, il barista deve SUBITO farci un caffè. E se c’è fila al bar? Vado di fretta, mi fai un caffè al volo? Si, al volo io te lo lancerei in faccia quel caffè! Innanzi tutto devi dire buongiorno. Seconda cosa aspettare il tuo turno. Terza cosa chiedere per favore. Infine ringraziare per il servizio, magari con una bella mancia. Sai, il barista non viene pagato di più per sorriderti o renderti di buon umore. Ripagalo almeno con altrettanta gentilezza!

5° effetto: Solitudine

Incapacità di esprimere sentimenti, insicurezza, impazienza e maleducazione. Come può la tecnologia non renderci tremendamente SOLI??? 3000 amici su Facebook e 500 followers su Instagram ma in fin dei conti, tremendamente soli.

Ti ringrazio per aver perso tempo a leggere il mio articolo. Ora però spegni il pc, metti il cellulare in tasca ed esci. C’è un mondo di gente e di cose da scoprire lì fuori!