Cura la mente e curerai anche il corpo: la mia umile storia

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Eccomi qui, è passato del tempo dal mio ultimo articolo. Del resto c’è anche bisogno di vivere, sperimentare e soffrire, per avere qualcosa in più di cui parlare.

Eccomi qui, a darvi un consiglio che viene dal cuore:

curate la mente e curerete anche il corpo

prendetevi cura della vostra serenità mentale e vedrete che il corpo ne gioverà di conseguenza.

La mia umile storia

Vi racconterò la mia umile storia, sperando che possa essere d’aiuto a qualcuno di voi. L’umile storia di una ragazza che credeva di volersi bene ma non era affatto così.

Soffro di dermatite atopica dalla nascita, una malattia della pelle, e ne soffro tuttora nel pieno dei miei ventotto anni, sebbene secondo alcuni “specialisti” avrebbe dovuto abbandonarmi tempo fa. E’ stata sempre molto dura conviverci. Andava e veniva, “inspiegabilmente”. E quando c’era, la mia vita era un incubo. La pelle secca pizzicava e bruciava, mi logoravo di ferite..in più provavo vergogna per chi mi guardasse.

Col tempo iniziai a notare che ad ogni episodio di stress, agitazione, ansia corrispondeva qualche sfogo sulla pelle, piccolo o grande, a seconda degli episodi. Non vi prestai troppa attenzione però. Le crisi acute erano rare e in quei casi mettevo del cortisone e passava tutto. Per i piccoli sfoghi bastava della crema idratante e d’estate un bel bagno a mare. Ad ogni modo tendevo ad incolpare fattori esterni a me come causa del mio stress e quindi della mia dermatite.

L’amore

Tre anni fa conobbi una persona della quale mi innamorai follemente. Per circa due anni abbiamo avuto una storia a distanza. Continui viaggi in autobus e in treno, ma la forza dell’amore faceva da carburante al tutto. Questa persona era però molto turbata da una situazione familiare instabile ed io e la mia sensibilità ne risentivamo spesso, e con essa la mia dermatite.

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Trascurai spesso i miei sintomi per paura di dover rinunciare a quell’amore. Non volevo accettare l’idea che stare con la persona che amavo potesse nuocermi. In più la distanza, che spesso rendeva le cose difficili, altrettanto spesso le rendeva più semplici. Essa infatti ci permetteva di lasciare i problemi a casa o in qualche parte ben nascosta dentro di noi, per poter godere di quei pochi giorni che riuscivamo a passare insieme ogni mese.

La convivenza che avrebbe dovuto risolvere tutto

Finalmente decidemmo di fare un passo avanti, la convivenza. Inizialmente doveva trasferirsi lui da me ma, per i problemi familiari su citati, decisi io di lasciare lavoro e casa e trasferirmi da lui. Era novembre del 2017 quando presi quella decisione, e fu proprio quello il mese in cui la dermatite iniziò a divorare il mio intero corpo.

Gennaio, febbraio e marzo furono i mesi che trascorsi a casa dei suoi. In quei mesi ebbi problemi d’ansia e bronchite e dermatite a livelli mai sperimentati in tutta la mia vita. Nonostante a fine marzo riuscimmo a prendere una bella casetta tutta per noi, nonostante avessi anche un buon lavoro, nonostante ci amassimo alla follia, i problemi di salute non mi abbandonarono. Non riuscivo a comprendere come mai, nonostante avessi realizzato il sogno di convivere con la persona che amavo, fossi ancora in quelle condizioni.

Il malessere

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Crisi isteriche all’ordine del giorno per via della pelle che bruciava e pizzicava. Non riuscivo neanche ad indossare i vestiti. Non riuscivo a truccarmi né a portare i capelli sciolti o a portare gioielli. Tutto ciò entrava in conflitto con la mia pelle super irritata, arrossata, sanguinante. Non riuscivo a dormire né tanto meno a fare l’amore. Mi facevo letteralmente schifo. Era una situazione di eterno disagio.

Non capivo perché stessi così. Non capivo perché persino il cortisone non mi facesse più alcun effetto. Anzi, la mia pelle ne reagiva ancor più negativamente. Non capivo perché nonostante tutte le visite dermatologiche, le creme costosissime comprate in farmacia e le diete salutari che cercavo di seguire, io continuassi a stare, dentro e fuori, una merda.

Nonostante fossi consapevole del fatto che la mia ipersensibilità mi rendeva incapace di sopportare il dolore che la persona che amavo portava dentro di sè, e di quanto ciò influisse sulla mia salute emotiva e fisica, continuavo imperterrita a confidare in quell’amore..un amore che avrebbe risolto tutto!!!!

Purtroppo però per via delle mie condizioni fisiche e, conseguentemente, anche mentali, mi ritrovai ad avere zero relazioni sociali e con la persona che amavo le cose iniziarono ad andare sempre peggio. A me dispiaceva per la sua situazione e a lui per la mia. Entrammo in un infinito circolo vizioso dove il vedere l’altro stare sempre peggio faceva star peggio anche noi stessi. Si può questo chiamare amore?

La presa di coscienza

Purtroppo quell’amore mi aveva resa cieca. La mia pelle esternava un profondo malessere ed io non volevo darle ascolto. Non le diedi ascolto finché la situazione non precipitò ulteriormente e vennero a galla i punti marci della mia relazione. Fu in quel momento che spalancai gli occhi, tenuti fino a quel momento chiusi, e feci davvero luce sulla mia vita.

Era un amore tossico, per entrambi. Dovevo andarmene, per il mio bene.

Il miracolo

Il giorno stesso in cui presi quella decisione dormii come un ghiro!! Ero triste e spaventata eppure dormii così bene che non ricordavo neanche l’ultima volta che successe. Non solo, nel giro di pochi giorni tre quarti della mia dermatite scomparve!!

Sembrava un miracolo…ma non lo era!!!

Semplicemente avevo riconquistato un po’ di amor proprio e di serenità mentale, e il mio corpo lo percepì. Otto mesi di pura e apparentemente inspiegabile sofferenza, guarita da una “semplice” scelta di vita!

L’importanza di amare in primis se stessi

Amavo quella persona più di quanto amassi me stessa. Mi ero annullata nell’idea di quell’amore. In realtà, in quelle condizioni, ero incapace di amare.

Prendermi cura del mio corpo con creme costose e cibi biologici non servì praticamente a nulla. Solo quando decisi di curare la mia mente, curai di conseguenza anche il mio corpo.

Mi sono allora abbracciata ed ho chiesto scusa al mio corpo, per non averlo ascoltato. In passato odiavo la mia dermatite, ora, invece, la ringrazio di esistere. Perché è una fedele amica che mi ricorda quando non sono felice.

Ascoltate il vostro corpo

ascolta il tuo corpo

Ognuno di voi ha un/a fedele amico/a che vi parla apertamente. La mia è la dermatite, ma esistono tanti amici: acne, mal di pancia, crampi ecc ecc. Ascoltate il vostro corpo e curatelo da dentro, non da fuori!!! Fuori curi solo gli effetti, da dentro invece curi le cause!

Con questo non voglio assolutamente svalutare il prendersi cura del proprio corpo, ma sottolineare che non siamo solo corpo e che la nostra mente ha un enorme potere su di esso. Inoltre il mio è un invito a smettere di trovare le cause dei nostri malesseri al di fuori di noi.

Se ti viene il raffreddore non è semplicemente perché hai preso freddo ma perché hai le difese immunitarie deboli e se hai le difese immunitarie deboli è perché…..questo lo sai solo tu!

Ortica: benefici di una pianta amica

Sprechiamo così tante energie, tempo e denaro alla ricerca di rimedi efficaci ai nostri problemi di salute senza accorgerci che spesso questi sono proprio davanti ai nostri occhi.

L’ortica è una pianta selvatica che spesso snobbiamo: punge, è selvatica, allora è cattiva e sporca. Potreste rimanere stupiti nel conoscere gli enormi benefici che arreca l’utilizzo di questa pianta. Una pianta gratuita e facilissima da trovare.

L’ortica è una pianta perenne, raggiunge il tempo balsamico (in cui i principi attivi sono più concentrati e potenti) in aprile, in estate si indebolisce un po’ per poi tornare vigorosa con un nuovo tempo balsamico a settembre.

Cresce ovunque, è una di quelle piante che non hanno neanche bisogno di essere descritte, chiunque conosce l’ortica ahimè per la reazione urticante provata almeno una volta nella vita toccando le sue foglie.

Questa piantina così modesta è una miniera di proprietà medicinali e terapeutiche che spaziano in molti campi d’azione diversi.

Proprietà

L’ortica è ricca di clorofilla, vitamina C e sali minerali. É emostatica, antireumatica, cicatrizzante, vasocostrittrice, antiflogistica.

Come molte piante che abbondano all’inizio della primavera ha forti proprietà depurative, sia del sangue che dei reni.

Ha proprietà disintossicanti e fortemente alcalinizzanti, in grado di facilitare l’eliminazione dei residui acidi dall’organismo. Si rivela quindi estremamente utile per prendersi cura del proprio corpo dopo il lungo inverno e prepararlo al meglio ad una rinnovata vitalità.

L’azione diuretica, oltre a depurare, aiuta nei casi di calcoli renali, renella, cistite, gotta e artrite.

Grazie al suo alto contenuto di clorofilla e di minerali, in particolare ferro (in sinergia con l’acido folico anch’esso contenuto nella pianta), calcio, fosforo, silicio, potassio, magnesio e manganese, l’ortica è un efficace antianemico, remineralizzante e ricostituente, grazie anche al buon contenuto di vitamine A, C e K.

Ha inoltre proprietà vasocostrittrici ed emostatiche che la rendono indicata in caso di mestruazioni abbondanti e in tutti i tipi di emorragie interne ed esterne come perdite di sangue dal naso, sangue nelle urine, ulcere dello stomaco.

É anche un’ottimo regolarizzatore intestinale grazie all’azione dei tannini e delle mucillagini presenti nella pianta che la rendono utile sia in casi di diarrea che di stipsi.

L’ortica è inoltre un’ottima alleata per le donne. Oltre ad aiutare in caso di mestruazioni abbondanti, è consigliata in età fertile per la sua azione antianemica e in menopausa perché è un’ottima fonte vegetale di calcio.

Dove cercare l’ortica

Diffusa in tutto il mondo, l’ortica può crescere in ogni dove fino ad un’altitudine di 2500 metri, ma predilige i luoghi umidi vicini alle zone abitate, vale a dire terreni con molto azoto.

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Come raccoglierla

L’ortica è una pianta perenne che quindi si trova tutto l’anno, ma è consigliabile la raccolta in primavera (fatene scorta per l’inverno) ed estate e magari dopo una fresca pioggia, ma si possono trovare nuovi getti anche in autunno dopo il taglio del fieno.

Armatevi di guanti di gomma e forbici e andate a cercare il vostro cespuglio di piantine verdi. Cercate le più giovani e tenere e cogliete le cime e al massimo due-tre file di foglie più in basso. Fate bene attenzione ad osservare la parte sottostante delle foglie, che molto spesso sono attaccate da famiglie parecchio numerose di piccoli pidocchi.

Evitate di raccogliere le piante con i parassiti, per mia esperienza qualche passo più in là troverete un altro cespuglio che ne sarà libero.

Nota: Appena il fusto lignifica non è più utilizzabile a scopo alimentare.

Metodi di essicazione

Tornati a casa dedicatevi subito alla pulizia: separate le foglie dagli steli, lavatele bene (non toglietevi mai i guanti!) e asciugatele con una centrifuga da insalata.

1° metodo: Sparpagliate le foglie, in modo che non si sovrappongano troppo, sui vassoi dell’essiccatore o su dei graticci da sistemare al buio o comunque al riparo dalla luce diretta in un luogo secco e ventilato. Se usate l’essiccatore fatelo andare a 40° per 12-18 ore circa.

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2° metodo

2° metodo: Un’altro metodo per essiccare le foglie è raccogliere l’ortica a mazzetti e appenderla a testa in giù per qualche giorno. Sempre al buio e in luogo ventilato, fino a completa essiccazione. In questo caso lavate e asciugate gli steli senza staccare le foglie, operazione che farete a essiccazione avvenuta.

Conservate le foglie in sacchetti di carta o vasetti di vetro riposti al buio.

Come utilizzare l’ortica

In cucina

Come cibo  l’ortica è ottima per una cura disintossicante.  Può essere utilizzata, previa bollitura, per minestre e risotti, verdura, nei ripieni e nelle frittate.

Essa è inoltre ottima sotto forma di infuso, decotto, succo o sciroppo per depurare l’organismo, per affezioni dell’apparato intestinale, anemia, artrite e reumatismi.

Infuso di ortica: mettete 50 g di foglie fresche in un litro di acqua bollente (potete conservare l’infuso in frigo per 2/3 giorni al massimo) oppure un cucchiaio abbondate di foglie sminuzzate in una tazza di acqua bollente.  Lasciate in infusione 10-15 minuti e poi filtrate.

Per fare una cura depurativa bevetene 4-5 tazze al giorno, possibilmente lontano dai pasti per 20 giorni consecutivi. Poi fermatevi per 10 giorni e riprendete altri 20 giorni.

Decotto di erba fresca: mettete 30 g di ortica fresca in mezzo litro d’acqua fredda e fate bollire per 10 minuti, filtrate e bevete calda, o anche fredda se preferite. Ideale per chi soffre di stress psico-fisico. Un bicchiere di succo a digiuno tutte le mattine.

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Succo: per ottenere 100 ml di succo occorrono grandi quantità di erba fresca, circa 10 kg.

In campo cosmetico

Anche in campo cosmetico gli impieghi sono molteplici. Viene usata soprattutto per purificare la pelle, per combattere la caduta dei capelli, la seborrea e la forfora e per rinforzare il cuoio capelluto.

Pomata: sciogliete 250 g di cera d’api sbiancata in un recipiente a bagnomaria, versateci 30 g di ortica essiccata e fate cuocere a fuoco bassissimo per circa 2 ore. Filtrate in un recipiente coperto da un telo e mentre è ancora calda, usando guanti in gomma, spremete bene. Passate subito in vasetti di vetro scuro.

Tintura: si trova già pronta in erboristeria o nelle farmacie con reparto erboristico. Per prepararla: ponete 20 g d’ortica essiccata in 100 ml di alcool a 25° C e lasciate macerare per 5 giorni, in seguito filtrate e conservate in bottiglie scure. 

Facendo invece dei cataplasmi con foglie sbollentate e tritate è possibile curare ferite, emorragie e irritazioni cutanee.

Nel giardinaggio

Un macerato di ortica è anche utile come antiparassitario da usare sulle piante da orto e da giardino.

Diventa inoltre un ottimo fertilizzante per le piante di casa, grazie all’aiuto dei minerali e della clorofilla che contiene (anche il decotto funziona).

Mettete 100gr di ortica a macerare per 7 giorni in un litro di acqua.

L’ortica è naturalmente una pianta infestante, ma svolge un ruolo importante sulle piante a lei vicine aumentandone il contenuto di oli essenziali.

Avvertenze

Non consumare i semi.

Raccogliere con dei guanti. Il contatto con le parti aeree della pianta induce una reazione allergica, che può prolungarsi fino a 12-14 ore dopo il contatto stesso. Le sostanze irritanti contenute nei peli si perdono con la cottura o dopo circa 12 ore dalla raccolta.

Per il suo effetto diuretico è sconsigliata l’assunzione in caso di edemi o malattie cardiache.

E’ opportuno evitarne la somministrazione in gravidanza e durante l’allattamento, soprattutto perché stimola la motilità della muscolatura uterina.

Prima del consumo o applicazione per scopi curativi chiedete informazioni al vostro farmacista, medico o erborista.

 

 

 

 

Come scegliere il proprio gruppo di amici

Nella vita di tutti noi esistono persone che hanno lasciato il segno e che, a prescindere dalla distanza spaziale e temporale, continuano ad occupare un posticino nei nostri cuori.

È certamente più semplice mantenere unito il proprio gruppo di amici quando si vive, studia o lavora per tanti anni nella stessa città.

La vera sfida però inizia quando le proprie strade si dividono e ci si trasferisce altrove.

Accade quindi che si perdono per strada alcuni dei vecchi amici e, al contempo, si fa fatica a creare nuovi rapporti solidi e duraturi.

Sono davvero pochi quei veri amici che restano tali, nonostante tutto.

NUOVA VITA E GRUPPO

LE AMICIZIE VERE

Le amicizie cosiddette “vere” hanno bisogno di tempo per essere coltivate e, soprattutto, hanno bisogno di naturalezza.

Non si può forzare la nascita di un’amicizia semplicemente perché ci si sente soli e spaesati in una nuova città, né cercarla a tutti i costi, rischiando così di entrare in contatto con persone (per noi) sbagliate e in cui riponiamo, nonostante tutto, false speranze.

L’ATTACCAMENTO AL PASSATO

I cambiamenti spesso spaventano e minacciano il nostro equilibrio.
Una parte di noi resta affezionata a quello che eravamo prima e non riesce a lasciarsi andare alle novità.

GRUPPO E PASSATO

Spesso proiettiamo nel nostro presente, persone ed eventi ormai appartenenti al nostro passato. Non ci rendiamo conto che crescendo cambiamo e che anche quelle vecchie persone e situazioni, contemporaneamente, cambiano.

Piuttosto che “ritrovare” noi stessi, dovremmo ogni giorno “trovare” quella nuova parte di noi che si adatta ai tempi che corrono. Perché “ritrovarsi” è un po’ come fare un tuffo nel passato.

Sia chiaro, il passato fa parte di noi ed è grazie ad esso se abbiamo raggiunto certi traguardi. Non possiamo rinnegare il nostro passato ed è giusto che ne conserviamo i ricordi e gli insegnamenti. Il voler rivivere situazioni ed emozioni passate però deve essere una scelta e non una costrizione dettata dalla pigrizia e dalla routine che non si ha il coraggio di abbandonare.

L’importanza dei vecchi amici

Non scordiamoci dei nostri vecchi amici, quelli che non vediamo e sentiamo da un po’, ma che sono ancora nostri amici.

Piuttosto che uscire con quel collega di lavoro che non sopporti, solo perché non hai di meglio da fare, perché non approfitti di un weekend libero per andare a trovare un vecchio amico?

Anche se fosse solo per un caffè!

Certi rapporti vibrano di così tanta bella energia che anche viverli per soli cinque minuti può lasciarti dentro una sensazione di positività e benessere impagabile e che ti porterai dentro per sempre.

GRUPPO DI VECCHI AMICI

In fondo che importa dove, come e quando abbiamo la possibilità di rincontrare i nostri vecchi amici?

L’importante è sapere che ci sono e che ci sono per noi.

È giusto che ognuno percorra la sua strada, ma questo non implica lo svanire dell’energia che regna fra due persone.

L’IDEOLOGIA DEL GRUPPO

GRUPPO DI AMICI

Spesso si ha la tendenza a frequentare sempre lo stesso gruppo di persone, che fa sempre le stesse cose e parla sempre delle stesse cose.

Diventa inevitabile, così, cadere nella monotonia e nella noia.

Al contrario, invece, se si esce con gruppi diversi, aumentano le probabilità di fare e parlare di cose completamente nuove e, per questo, più entusiasmanti.

L’intelligenza si divide all’interno del gruppo

L’essere umano tende a diventare più stupido, o meno intelligente, quando si trova insieme ad altre persone. Alle volte per farsi notare o per far valere le sue ragioni o, semplicemente, per cercare di risultare simpatico a tutti.

Persone che possono risultare antipatiche o superficiali in gruppo possono riservare qualità inaspettate se prese singolarmente.

Onestamente preferisco far parte di un gruppo quando questo gruppo può essere realmente chiamato tale. In che senso? Nel senso che gli appartenenti a questo gruppo hanno deciso di unirsi in nome di uno o più interessi comuni (come ad esempio uno sport o un movimento politico).

Rifiuto invece di appartenere ad un gruppo di persone che si è trovato insieme per puro caso e non sa neanche come passare al meglio il proprio tempo.

Il gruppo deve essere una scelta, non un’assenza di alternative.

GRUPPO E SCELTE

Per ogni interesse diverso può esistere un gruppo diverso

Poiché gli interessi di una persona sono molteplici, preferisco far parte di più gruppi, così da poter passare da un gruppo all’altro a seconda di quali interessi io abbia voglia di coltivare.

Molti hanno definito questo, un atteggiamento egoistico.

Onestamente non ne vedo il motivo.

Perché mai dovresti sentirti costretto a fare ciò che non ti fa star bene solo per soddisfare le esigenze del gruppo?

E perché mai dovresti rinunciare alle tue passioni solo perché gli altri del gruppo non le condividono?

Perché il tuo migliore amico dovrebbe offendersi nel caso tu decidessi di andare a giocare a golf con un altro amico, quando lui non ama affatto giocare a golf? Tutt’al più sarebbe lui l’egoista qualora ti proibisse di giocare a golf con il tuo amico solo perché quell’amico non è lui!

IN COMPAGNIA DI SE STESSI

Bisognerebbe anche un po’ abbandonare quest’idea che per fare qualcosa che ci piace bisogna per forza trovare un amico che voglia farla con noi.

E se non avessimo amici interessati a farla?
E se vivessimo in una città nuova e non avessimo proprio degli amici? Rinunciamo a fare quella cosa finché non troveremo quell’amico per farla?
Potrebbe essere troppo tardi lo sai?!

Bisognerebbe trovare il proprio equilibrio ed essere capaci di coltivare i propri interessi anche da soli.

GRUPPO E SOLITUDINE

Bisogna essere forti e riuscire a convivere con la solitudine, riducendo così i propri rapporti a quelli più significativi.

Che senso avrebbe del resto circondarsi di persone che ci fanno sentire ancora più soli di quando lo siamo realmente.

L’INDIPENDENZA DAL GRUPPO

L’appartenere a più gruppi, o il non appartenere a nessun gruppo, ha però i suoi effetti collaterali.

Quando ti trovi, che sia per scelta o per caso, in un qualsiasi gruppo a cui non appartieni o che frequenti sporadicamente, spesso e volentieri ti senti escluso.

E’ difficile creare legami forti con persone con le quali non condividi molto del tuo tempo e dei tuoi interessi.

Non a caso molte persone, che hanno pochi interessi o che per altre ragioni frequentano sempre lo stesso gruppo di persone, creano con gli altri appartenenti al gruppo un legame, se si può dire, più forte. Condividono una serie di esperienze personali che si verificano all’ordine del giorno e su cui si aggiornano ad ogni incontro.

Ovviamente se non sei stato presente quando i tuoi amici hanno condiviso determinate esperienze, rischi di rimanere escluso da molti dei loro discorsi e, spesso e volentieri, di non cogliere il significato di alcune delle loro battute.

L’arte di saper stare bene in qualsiasi gruppo

Sono dell’idea che una persona intelligente abbastanza sappia tirar fuori argomenti interessanti di cui parlare senza necessariamente far sentire escluso nessuno del gruppo o rischiare di diventare ripetitivo.

BUONA COMPAGNIA E GRUPPO

Inoltre credo che oggigiorno la gente sia, a prescindere dalla sua intelligenza, a corto di argomenti interessanti di cui parlare e, qualora si trovasse con persone con le quali non condivide molto (interessi, scuola, lavoro), farebbe fatica a sostenere una conversazione ricca e coinvolgente.

Fra le mille cose la gente al giorno d’oggi non sa neanche più ascoltare, poiché è troppo impegnata a far valere a tutti i costi le proprie ragioni. 

Molte persone, di quelle che si sono inconsciamente rassegnate ai tempi che corrono, hanno deciso di frequentare sempre lo stesso gruppo di amici, a prescindere se ne siano felici o meno, tanto basta aprire Facebook o Instagram per isolarsi quel che basta dal gruppo reale e stare “meglio” in quello virtuale!

 

Vuoi davvero essere una di queste persone?

Solitudine, riflessioni pratiche per comprenderla e amarla

Che cos’è la solitudine

La solitudine è una sensazione che bussa alla nostra vita fin da piccoli, non appena iniziamo a percepire noi stessi e la realtà circostante.

Infanzia e solitudine

Quando ero bambina, ad esempio, volevo giocare con tutti gli altri bambini e spesso rimanevo delusa dal fatto che per alcuni di loro non era lo stesso. 

“Mamma, perché non vogliono farmi giocare con i loro giochi?” era una delle domande che spesso le chiedevo. Condividevo tutto e spesso regalavo giochi, anche nuovi, ai miei amichetti. Non riuscivo a spiegarmi perché loro non facevano lo stesso. Iniziai a sperimentare qualcosa che assomigliava alla solitudine ma non avevo ben chiaro di cosa si trattasse. Ero semplicemente triste e non sapevo il perché. Nonostante fossi in compagnia di questi bambini, mi sentivo esclusa….e sola.

Crescendo iniziai a percepire la diversità fra le persone e iniziai a chiedermi se erano proprio queste diversità a far emergere le divergenze e a portare le persone a scontrarsi.

Adolescenza e solitudine

Nonostante ebbi questa intuizione, pur di non far fronte alla solitudine, iniziai a vivere la mia adolescenza cercando di piacere a tutti. Ovviamente il voler soddisfare le aspettative di tutti era estremamente estenuante, per non dire frustrante.

Creai un’immagine di me vista con gli occhi degli altri. L’unica cosa importante era piacere e avere tanti “amici” (a cui piacessi ovviamente). Facevo quello che era ‘figo’ fare, indossavo quello che era ‘figo’ indossare..per lo meno agli occhi di quel gruppo di persone che frequentavo, quel gruppo a cui avevo deciso di appartenere.

Perché sì, a quell’età dovevi appartenere ad un gruppo (comunisti, fascisti, punk, metallari, snob ecc ecc) per non sentirti escluso ed essere costretto a fare i conti con la solitudine.

Temevo la solitudine, era considerata roba da sfigati!  Restare a casa senza far nulla o non uscire il sabato sera era una cosa alquanto inconcepibile. Non importava se quel gruppo di persone mi faceva sentire sola, importava solo che ai loro occhi io non lo ero.

18 ANNI

L’evento più ambito era la festa dei 18 anni e quello fu l’esempio lampante di quanto ci tenessi a fare bella figura. Infatti, grazie all’aiuto dei miei genitori e di un mio zio che aveva un’agenzia che organizzava eventi, riuscii ad affittare una famosa discoteca tutta per me (odiavo le discoteche e tutt’ora non sono il mio forte)! Tutti, però, affittavano locali ‘fighi’ per festeggiare i loro diciott’anni quindi perché non io? Risultai ‘figa’ davanti a tutti i miei amici e compagni di classe…loro si divertirono un mondo, io un po’ meno…ma non era questo che mi importava del resto.

Ovviamente ringrazio di cuore i miei genitori per il loro impegno nell’organizzarmi questa festa. Ci tenevano a farmi felice e io sono tutt’ora felice di quello che hanno fatto per me. Ma, con il senno di poi, se potessi tornare indietro, farei molte cose diversamente.

Maturità e solitudine

Ora le cose sono cambiate, maturate. Sono diventata una persona più consapevole di ciò che sono e che voglio, e delle persone che desidero o non desidero frequentare. In fondo a questo serve l’adolescenza, a sbagliare, a crescere, a formarsi..

Ho pian piano imparato ad apprezzare la solitudine e la compagnia di me stessa. Esco quando voglio. Non esco quando non voglio. Ho acquisito libertà. Libertà di stare sola. Libertà di preferire la mia compagnia a quella di chi non ha niente da condividere con me. Ho imparato a volermi bene. Non è stato affatto facile. Ho versato tante lacrime e continuo a versarne perché non è semplice volersi bene. Alle volte mi scoraggio un po’ ed ho la sensazione che tutte le mie certezze mi abbandonino e con esse quell’autostima che credevo di aver ormai conquistato.

L’importanza dei momenti meno belli

Ho imparato però che tutto fa parte della vita e che bisogna trarre insegnamento anche dai momenti meno piacevoli, anzi soprattutto da quelli. Ho appreso che l’importante è acquisire la giusta consapevolezza, dei bei momenti e di quelli meno belli, e che la solitudine non è una cosa brutta, dal quale fuggire. Anzi, ho iniziato ad amare la solitudine e la mia compagnia. Non a caso certe riflessioni, certe idee importanti, vengono solo nei momenti di solitudine.

Selezionare bene le amicizie

Ho viaggiato molto, fisicamente e non, e nel corso dei miei viaggi ho conosciuto nuovi amici, mentre ne ho “persi” altri lungo il percorso. Ho spesso dovuto, come dire, “fare pulizia” fra le mie amicizie, cercando di conservare quelle che valevano la pena e far spazio a quelle che meritavano una possibilità.

La possibilità di entrare nella mia vita, nella mia preziosa vita. Una vita troppo preziosa per essere circondata da persone che non mi amano, che non amano se stesse e che non amano la vita.

La vita di ognuno di noi è preziosa. La nostra solitudine è preziosa.

Dobbiamo selezionare con cura le persone che entrano ed escono dalla nostra vita e con la stessa cura selezionare i momenti in cui abbiamo bisogno solo della nostra  compagnia.

Libertà, come comprenderla e viverla al meglio

L’arte della libertà,
si fa fatica a conquistarla e ancora più fatica a praticarla.

La libertà è un diritto, ma si può essere completamente liberi?

Sì, è vero, la società ci condiziona e dobbiamo in qualche modo adattarci ad essa e vivere entro i suoi confini.

Ma ho imparato che non è un difetto scendere a compromessi, anzi è un pregio saperlo fare.

Sì, la libertà è bella… ma come si può combattere per ciò che ci rende felici senza fare alcun tipo di rinuncia? Cosa c’è di male nello scendere a compromessi se quel compromesso è il prezzo da pagare per qualcosa di molto più grande e gratificante?
Nessuno del resto è mai stato veramente felice senza aver prima sperimentato la sofferenza. Tutto ha un senso in questa vita, ogni piccola cosa è un pezzo fondamentale di questo grande puzzle chiamato Vita.

Non possiamo quindi vivere senza compromessi, così come non possiamo vivere nella totale libertà.

Abbiamo bisogno di regole, abbiamo bisogno di fare sacrifici, abbiamo bisogno di fare rinunce, abbiamo bisogno di piangere, abbiamo bisogno di cadere, per poi rialzarci più forti di prima.

Non fuggiamo davanti ai momenti difficili…

Che cos’è in fondo la libertà?

Il voler essere a tutti i costi liberi a 360 gradi altro non è che una forma di dipendenza dalla libertà stessa e quindi una non-libertà.

Siamo esseri umani, siamo stati creati per interagire, per socializzare, per amare…
Se pensi che l’essere libero possa svincolarti da tutto questo, ti sbagli.
Se pensi che l’essere libero possa permetterti di continuare ad interagire, socializzare ed amare, ma svincolato da ogni regola e responsabilità, ti sbagli…
Abbiamo tutti un cuore e un’anima che va rispettata.

Fidati, puoi essere te stesso e perseguire il tuo ideale di libertà anche sottostando a qualche piccola regola, anche scendono a qualche piccolo compromesso.

Credo sia più semplice di quello che credi..

Cos’è più importante? Essere liberi di fare quel che si vuole o vivere serenamente? Certamente devi essere te stesso, almeno al 90%. Quel 10% che avanza è quello che tu “sacrifichi” quando scendi a qualche piccolo compromesso. Ad ogni modo non fare tutto quello che ti passa per la testa non vuol dire non essere libero. Noi stessi dobbiamo darci delle regole, dei limiti. Il fatto che nella società odierna una buona fetta dell’umanità è se stessa al 30% e sacrifica il 70% di quello che realmente è, non sta a significare che bisogna fare zero sacrifici per poter vivere la propria vita al 100%. Che poi cosa vuole realmente dire vivere la propria vita al 100%? Vuol dire essere davvero liberi?


Libertà…Mi verrebbe da associarla alla perfezione. Perché? Perché nessuna delle due esiste davvero!!!  Un po’ come la staticità. Ci posso essere momenti di fermo assoluto, ma prima o poi tutto muta. Puoi assaporare momenti di pura libertà, ma prima o poi tornerai ai compromessi che la vita ti presenterà. Puoi vivere una giornata perfetta, raggiungere il peso forma perfetto, avere il marito perfetto…ma niente di tutto questo è eterno e immutabile.

Consigli pratici


Quindi cerca semplicemente di vivere la tua vita al meglio,
non dannarti alla ricerca di libertà o perfezione.

Goditi i momenti belli e quelli meno belli.
Cerca di essere te stesso quanto più puoi
e quando non puoi, non colpevolizzarti troppo.

La vita è piena di ostacoli e di situazioni che non possiamo prevedere o programmare.

Accogli con naturalezza quello che la vita ti presenta
e ascoltando il vero te troverai il modo migliore, per te/in quel momento, di affrontare ciò che ti accade.

 

 

Sii libero di non essere libero.

Gli altri sono il nostro specchio. Come far proprio ogni consiglio che diamo agli altri.

Scommetto che anche tu, come me, hai sempre avuto il consiglio giusto per gli altri ma, per quanto riguardasse la tua vita, non hai mai saputo bene da dove cominciare.
Hai mai pensato di trascrivere tutti i consigli che dai agli altri, per poi rileggerli in seguito? Io l’ho fatto e devo dire che i risultati sono stati sorprendenti.

È risaputo ormai che gli altri sono il nostro specchio e che quando diamo consigli agli altri, in realtà stiamo parlando a noi stessi.  E’ più semplice però dare consigli agli altri piuttosto che a noi stessi, in quanto siamo distaccati dal problema e meno coinvolti. Tutto sembra più semplice e risolvibile quando non si parla di noi.

È però altrettanto risaputo che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e che spesso, sebbene i nostri consigli sembrano essere così giusti, risulta molto difficile metterli in pratica, sia per gli altri che per noi stessi. Sono certa che, anche tu, ti sarai chiesto più volte il perché, nonostante tu abbia capito dove risiedesse il problema, non riuscissi ugualmente a venir fuori da quella spiacevole situazione.

Trascrivendo i consigli che davo agli altri, e quindi anche a me stessa, e rileggendoli più e più volte in futuro nei momenti di smarrimento, sono riuscita a far luce su alcuni aspetti bui di me e a comprendere cose che non avrei mai creduto di riuscire a comprendere. Ho il piacere di condividerne alcuni con te/me.

Consiglio n°1: Allontana i pregiudizi

CONSIGLIO

Non buttarti fra le braccia di mille mila affabili amanti.
E non iniettarti alcool nelle vene per rendere disinibita la tua vita.
L’apparenza affligge, i soldi non ti servono, e il tempo non corre, non è troppo veloce per te.

Consiglio n°2: Ascolta

COSA CONSIGLIO A ME STESSA
Ascolta gli altri.
Quando parlano non interromperli con i tuoi discorsi, con i tuoi problemi o con i tuoi preziosi consigli.
Ascolta te stesso.
Parlati. Cerca di sapere cosa fai e perché lo fai. Sii cosciente ed abbi consapevolezza, di tutto.
Non farti del male. Ti fai del male e lo sai. Sei insoddisfatto e lo sai. Ma?

Consiglio n°3: Non rifugiarti nel vittimismo

CONSIGLIO
Sei una vittima consapevole, e questo ti distrugge.
Spesso hai pensato che la soluzione sarebbe stata essere una vittima inconsapevole, di quelle ignare di tutto e felici per niente.
E invece no, tu sei una vittima consapevole e sai che inconsapevole non lo sarai mai.
L’unica cosa che puoi fare è uscire da questo stato di vittimismo. Ma come?
Come mai non basta rendersi conto della situazione? Cosa ti manca veramente?
La tua paura di solitudine ti ha sempre portato a gettarti fra le braccia di gente qualunque, amici di convenienza…
Per cosa? Nulla.
Tanta gente, ma nulla.
Tanto alcool, tanta droga, tanta musica, tanto cibo, tanti vestiti, tanti gioielli, tanti soldi, ma nulla.

Consiglio n°4: Rifletti

CONSIGLIO

E’ necessario tutto quello di cui ti circondi?
Non hai perso tempo, il tempo sei tu. Tutto quello che fai ha un perché.
Le persone che incontri hanno un perché. Incontri delle persone per un motivo.
Il tempo sei tu e tu fai quello che senti quando lo senti.
Non hai mai perso tempo e se ora pensi il contrario è solo perché finalmente riesci a guardare con occhio esterno dietro di te.

E’ arrivato il momento di indirizzare le tue energie su orizzonti diversi.
Se senti di fare così, non stai sbagliando. Cos’è del resto sbagliato?
Quello che per te potrebbe essere uno sbaglio, magari per qualcun’altro è la soluzione, la cosa più giusta al momento.

Siamo tutti diversi. Tu sei tu. Il tuo tempo sei tu.

Potresti ricevere il consiglio migliore del mondo e non coglierne il valore perché non è il tuo momento,
non è il momento giusto. Ognuno di noi ha il suo momento giusto.
Non dire agli altri cosa è giusto per loro.

Consiglio n°5: Condividi la tua conoscenza

CONSIGLIO

Dona il tuo amore e aiuta gli altri a trovare la loro strada.
La strada che permette ad ognuno di noi di capire chi siamo e cosa vogliamo.
Cosa vogliamo essere. Essere. Esistere e condividerci.
Non tenere il tuo sapere per te. Condividilo.

 Consiglio n°6: Coltiva la tua umiltà

CONSIGLIO
Non elevarti al di sopra degli altri. Mettiti in contatto con gli altri.
Apri loro la porta che permette di accedere al tuo sapere e falli entrare ed uscire quando vogliono.
Starà a loro coglierne il valore quando saranno pronti a farlo, non sta a te deciderlo o pretenderlo.
Tu non puoi sapere quando è il momento giusto per qualcun’altro.
Non giudicarli. Aiutali. E aiutati.
Accogli il sapere che ti viene donato. Non vederlo come un’imposizione.
Proietta tutto su di te e analizzane gli effetti.

Consiglio n°7: Segui il flusso delle tue energie

CONSIGLIO

Lascia che le tue energie fluiscano verso quelle degli altri e analizzane gli effetti.
Se senti di volerlo fare, se ti dona profonda leggerezza, se crea armonia ed equilibrio, fallo.
Non importa se non sai cosa fare in quel momento esatto,
ma cerca di essere consapevole di ciò che non è bene per te, per la tua essenza.
Lo capirai quando meno te lo aspetti e vedrai una luce luminosa.
Non aver paura di quella luce, guardala e lasciati accecare.
Quella è la luce della consapevolezza e del tempo infinito.
La luce delle energie e delle sensazioni, quella che guida tutte le generazioni,
quelle che hanno dato alla luce te e quelle che verranno dopo di te.
Non sei nato per caso e la tua vita ha un senso.

Tutti abbiamo un senso.

E nessuno ha senso da solo.
Sei nato da questa luce e l’hai allontanata da te.
Le condizioni familiari, sociali, storiche, economiche, sentimentali eccetera nel quale hai mosso i tuoi passi, ti hanno portato lontano da questa luce.
Tutti siamo stati portati lontani da questa luce.
E’ necessario allontanarsi da essa per poi ritrovarla quando sarà il momento giusto.
Solo in quel momento ne coglierai la vera essenza.
E’ una luce speciale e una volta ritrovata non ti abbandonerà più.

Consiglio n° 8: Ricorda che gli altri sono un riflesso di te stesso

CONSIGLIO

Quando giudichi gli altri, giudichi te stesso.
Se ti elevi rispetto agli altri, ti stai sotterrando.
Quando non ascolti gli altri, non ascolti te stesso.
Se fai del male agli altri, fai del male a te stesso.
Quando tradisci, tradisci te stesso.
Se dai la colpa a qualcun’altro, colpevolizzi te stesso.

Non farlo.

E se lo fai è semplicemente perché il tuo momento giusto deve ancora arrivare.
Non ti giudico per questo, ti auguro solo buona fortuna.

Ti voglio bene

 

 

Ultimo consiglio:

PROVA A VOLERTI BENE

Cos’è giusto? Essere se stessi!

Cosa è giusto o sbagliato nella vita?

Non trovi anche tu che questa domanda sia di per sé ambigua?

Non ti chiedi anche tu se davvero esistono cose giuste o sbagliate?

E, soprattutto, non ti domandi anche tu chi è in potere di deciderlo? Chi ha il diritto di dire a qualcun altro cosa sia giusto fare o non fare?

Ovviamente nel corso dei millenni, secoli e anni…società, religioni e culture, variegate ed avariate, hanno deciso cosa fosse giusto e sbagliato inculcando nella mente dei più deboli preconcetti morali predefiniti e manipolando così le masse.

giusto e sbagliato

Abbiamo davvero bisogno della religione per capire che uccidere è sbagliato o che essere misericordiosi è cosa buona e giusta?

Anzi, credo che la religione abbia proprio spinto al contrario, basta citare le famosissime crociate o “guerre di religione” o il divario che le stesse religioni creano fra popoli appartenenti a religioni diverse.

Dove è finita questa misericordia se un cattolico arriva a detestare un musulmano o viceversa?

La politica ha fatto qualcosa di molto simile. Ha inventato false verità e manipolato masse.

Chi è al potere deve collezionare seguaci e l’unico modo per farlo è manipolandoli.

Ora non voglio impelagarmi troppo in questioni politiche o religiose delle quali non mi intendo molto, ma avevo bisogno di fare queste premesse per parlare di ciò che mi sta realmente a cuore: la natura umana!

LA VERA NATURA UMANA

Secondo te i sacerdoti o i politici hanno mai tenuto veramente in considerazione la natura umana?

Personalmente ritengo che la natura umana sia stata calpestata, ignorata, diffamata, distrutta e soprattutto CONDANNATA.

Non trovi anche tu che il peccato originale sia stata un’idea originale?

Per non parlare di quel simpaticone dell’Arcangelo Gabriele che annuncia  la nascita del figlio di una vergine.

Hai capito bene: LA NASCITA DEL FIGLIO DI UNA VERGINE!

Non trovi anche tu che tutte queste favolette siano state brillantemente inventate per innescare in noi un indelebile senso di colpa?

Così che tutti, compresi i nostri stessi genitori e insegnanti di scuola, essi stessi plagiati, potessero a loro volta manipolarci.

giusto e sbagliato

Che ruolo hanno i genitori in tutto questo?

Può un genitore voler davvero bene a un figlio se non ne vuole a se stesso?

Nella sua testa è stata inculcata una morale discutibile e lui, convinto della sua credibilità, cerca di trasmetterla alla prole.

Posso immaginare che fare il genitore non sia affatto semplice. A stento riusciamo a capire cosa è meglio per noi stessi, figuriamoci per qualcun altro.

Di una cosa però sono molto grata ai miei genitori, sebbene anche loro, come nel piccolo tutti noi, siano stati vittime di questa società.

Entrambi hanno cercato quanto più possibile di lasciarmi libera di sbagliare, di seguire la mia natura e capire io stessa quale fosse la mia strada da seguire.

Sebbene sia cresciuta in un quadro religioso e sociale ben definito, nel loro piccolo sono stati dei fantastici, piccoli, dolci rivoluzionari.

Cosa è giusto o sbagliato nella vita?

La risposta credo sia una e una sola:  giusto è tutto ciò che ti viene naturale, sbagliato invece tutto ciò che non ti viene naturale.

Qui mi aspetterei una domanda del tipo: e se quello che fa star bene te nuoce a qualcun’altro?

La mia risposta sarà: vuol dire che così dev’essere.

Tutto avviene per una ragione.

Nella vita esiste il bello e il brutto, i sorrisi e le lacrime, la serenità e la tristezza.

Nulla potrebbe esistere senza il suo opposto.

Ci sarà sempre chi è felice e chi non lo è, chi riceve del bene e chi del male.

La vita è una ruota che gira, non possiamo né fermarla né invertirne la corsa. Possiamo solo viverla, così com’é, secondo natura.

Cosa succede però spesso e volentieri?

Succede che la nostra natura ci porta a fare cose che religione, società e cultura definiscono “sbagliate” e quindi noi ci colpevolizziamo in partenza e non le facciamo.

Questo ci fa star male perché abbiamo frenato la nostra vera natura per omologarci e soddisfare richieste e aspettative esterne, cioè per apparire come gli altri vogliono vederci.

Ma noi come ci vediamo davvero?

Siamo felici di noi stessi e con noi stessi quando indossiamo questa maschera? Cos’è che importa davvero, quello che gli altri vedono o quello che noi stessi sentiamo e percepiamo? Io rispondo la seconda, e tu?

Tornando a quei sacerdoti e politici che hanno manipolato le masse…se hanno agito seguendo la loro, per quanto discutibile, natura, io non posso far altro che stimarli per questo!

Loro hanno fatto quello che sentivano di fare, quello che più li faceva star bene. A certe persone fa star bene la sofferenza altrui, o sfruttare l’altro. A me no, ma io non sono loro e loro non sono me.

Quello che non capisco invece è perché un ipotetico “tu” si sia lasciato manipolare o sfruttare da questa gente quando questo invece non rispecchiava affatto la tua natura?

Per fare un esempio apparentemente banale posso menzionarvi la classica situazione della ragazzina ferita che incolpa lo stronzo in questione di essere stato la causa delle sue sofferenze. Lo stronzo in questione è sempre stato stronzo e sempre lo sarà. Questa è la sua natura e forse non cambierà mai. Allora cosa deve fare questa ragazzina? Passerà la vita a trovare la causa delle sue sofferenze in tutti i bastardi che incontrerà? Oppure prenderà in mano la sua vita, smetterà di farsela mettere in quel posto e inizierà a seguire la sua vera natura?

Fidati che se segui la tua vera natura non andrai a finire in situazioni che ti faranno del male.

Certo, potrai incorrere in situazioni spiacevoli che fan parte della vita, ma se davvero vivi secondo quello che realmente sei, saprai come affrontarle..senza dover stare ad incolpare nessuno (spesso soffrire è quel che è giusto per te in quel momento, è propedeutico, non condannarlo)!

Ciò che in quel momento particolare della tua vita poteva sembrarti sbagliato, è stata invece la cosa giusta per te guardandola a posteriori: accogli semplicemente quello che la tua natura ti dona.

Noi siamo padroni di noi stessi.

La mia, infatti, non è una critica al manipolatore…bensì a chi si lascia manipolare.

A meno che lasciarti manipolare non faccia parte della tua vera natura, allora è un’altra storia! Tutto è relativo, nulla è giusto o sbagliato, non ci sono regole universali per deciderlo.

giusto e sbagliato

Sii naturale, questa è l’unica regola, l’unica cosa giusta.

5 effetti negativi della tecnologia sulle nostre vite

Come la tecnologia ha preso lentamente il sopravvento sulle nostre vite

1° effetto: Incapacità di esprimere i sentimenti di persona

tecnologia
La tecnologia ci ha gradualmente distaccati da tutto ciò che è umano. Un tempo quando si parlava ci si guardava negli occhi, ora invece si fissa con sguardo vuoto e assente uno schermo. Le persone in passato si sorridevano, si scambiavano strette di mano, si abbracciavano. Ora invece si inviano emoticons e mi piace.
E cosa succede quando va via la corrente e quando si scarica il telefonino?
Cosa succede quando finiscono i giga, il cellulare non prende o si viaggia in un aereo senza wifi?

PANICO

La tecnologia ci ha reso tutti incapaci di fare quello che un tempo era più che normale fare: parlare, confrontarsi, essere creativi ecc.

2° effetto: Insicurezza

La tecnologia ci ha resi tutti più belli e intelligenti.Siamo in grado di modificare la nostra immagine a nostro piacimento o di usare i motori di ricerca per rispondere a quesiti ai quali non avremmo saputo rispondere.

E’ certamente più facile conquistare l’attenzione di qualcuno con una foto perfetta e una saggia citazione. Che importa se nella realtà appariamo differentemente e se quella citazione l’ha pensata qualcun altro?
Anche considerando l’ipotesi che siamo noi gli autori di una citazione d’eccellenza, sarebbe sprecato condividerla con una sola persona..non trovate? Meglio condividerla sui social così in pochissimi secondi migliaia di persone ci considereranno intelligenti.

E cosa succede se usciamo di casa struccate o senza gel ai capelli, magari sporchi e sudati dopo il lavoro o la palestra, e incontriamo l’uomo o la donna dei nostri sogni per strada?
Cosa succede se ci ritroviamo a partecipare ad un dibattito e non comprendiamo ciò che ci viene chiesto o non sappiamo rispondere?

PANICO

La tecnologia ci ha reso la vita così facile che situazioni del tutto normali diventano difficili da affrontare. Cosa facciamo quindi? Le evitiamo e abbiamo paura di esserne coinvolti.

3° effetto: Impazienza

tecnologia e impazienza
La tecnologia ha velocizzato i tempi e questo è sicuramente un effetto positivo. Ma velocizzando i tempi ha ridotto la capacità umana di essere pazienti. In passato certe agevolazioni non erano presenti quindi ci si arrangiava. Si impiegava più tempo nel fare le cose. Non vi erano alternative, quindi le cose si facevano secondo i tempi richiesti e basta. Senza troppe lamentele o stress inutili. Cosa succede oggi invece? Che tutto funziona con un click.

E cosa succede se il tasto per dare via a quel click si inceppa o si rompe?
Cosa succede se accadono imprevisti che alterano tutto ciò che avevamo accuratamente pianificato?

PANICO

La tecnologia ci ha resi impazienti. Prima aspettavamo se c’era da aspettare. Ora non più. Se possiamo acquistare tutto con un click, perché mai essere costretti a fare la fila al negozio? Se possiamo pagare le bollette tramite bonifico, perché mai svegliarsi presto la mattina per andare alle poste? Se possiamo inviare lamentele via email, perché mai uscire con il freddo per andare a parlare con l’impiegato? Se possiamo inchiodare i nostri figli davanti televisioni o tablet, perché perdere tempo a giocare con loro?tecnologia e bimbi

Capita spesso però che il computer si rompe, il sistema bancario è inattivo, abbiamo dimenticato la password per accedere alla nostra email, la tv non trasmette nulla di interessante per i nostri bambini.

Allora cosa facciamo? Usciamo!

Andiamo al negozio, dove magari ci sono anche i saldi, e troviamo una fila chilometrica. Non siamo abituati ad aspettare cosi tanto, ci arrabbiamo, ci lamentiamo dell’inefficienza del negozio. Ci lamentiamo che la cassiera è lenta. Discutiamo e/o spesso litighiamo con chi è in fila o con chi crediamo ci abbia ingiustamente preceduti.

Ci rechiamo in banca per fare il bonifico, fila anche lì. Ed anche lì ci arrabbiamo e ci lamentiamo. Guarda caso l’impiegato è inefficiente e la banca è la responsabile di tutti i nostri mali.

Andiamo al banco servizio clienti del supermercato ad esporre le nostre lamentele. Lo stesso impiegato, abituato a ricevere email, non sa bene come relazionarsi con noi. Noi, abituati ad inviare email, veniamo irritati dalla sua scarsa prontezza. Ci impazientiamo, vogliamo subito risposte chiare e risolutive. Ci lamentiamo, discutiamo, litighiamo.

Finalmente andiamo al parco a far giocare i nostri bambini…….forse qui finalmente ci rilassiamo un attimino! Dovremmo andarci più spesso!

4° effetto: Maleducazione

Se la tecnologia genera incapacità di esprimere sentimenti, insicurezza e impazienza, non mi meraviglio se essa ci rende anche dei grandi maleducati.

Non sappiamo più dire grazie, prego, scusa o per favore. Per non parlare dei buongiorno, buonasera o buon lavoro.

La tecnologia ci ha resi timidi e impauriti di affrontare quella vita che esiste al di là di uno schermo o al di là di un click.

Un buongiorno richiede spreco di energia e di tempo: vogliamo un caffè, tutto il resto non importa, il barista deve SUBITO farci un caffè. E se c’è fila al bar? Vado di fretta, mi fai un caffè al volo? Si, al volo io te lo lancerei in faccia quel caffè!

Innanzi tutto devi dire buongiorno. Seconda cosa aspettare il tuo turno. Terza cosa chiedere per favore. Infine ringraziare per il servizio, magari con una bella mancia. Sai, il barista non viene pagato di più per sorriderti o renderti di buon umore. Ripagalo almeno con altrettanta gentilezza!

5° effetto: Solitudine

Incapacità di esprimere sentimenti, insicurezza, impazienza e maleducazione. Come può la tecnologia non renderci tremendamente SOLI??? 3000 amici su Facebook e 500 followers su Instagram ma in fin dei conti, tremendamente soli.

Ti ringrazio per aver perso tempo a leggere il mio articolo. Ora però spegni il pc, metti il cellulare in tasca ed esci. C’è un mondo di gente e di cose da scoprire lì fuori!

 

3 rimedi naturali contro la dermatite atopica

Rimedi naturali contro la dermatite atopica

Relax, Idratazione & Natura

Anche tu come me stai impazzendo dietro medici e soluzioni inefficaci?
In quest’articolo ti elencherò 3 semplici rimedi naturali contro la dermatite atopica.

Premessa

FAI TESORO DI OGNI CONSIGLIO, MA ADATTALO A CIO’ CHE E’ MEGLIO PER TE!

Sebbene la dermatite atopica sia un problema comune, esso si manifesta in svariate forme e livelli di gravità a seconda dei casi e dei soggetti colpiti. Una soluzione estremamente efficace per te potrebbe non esserlo per qualcun altro. Quindi il mio è un invito a provare questi rimedi e vedere se potrai anche tu, come me, trarne beneficio. Mi raccomando ci tengo a saperlo!

Inoltre, se stai leggendo questo articolo, anche tu saprai benissimo che la nostra pelle altro non è che lo specchio della nostra anima. Quindi non ti focalizzare esclusivamente sul problema, ma cerca di analizzarne a fondo le cause, che risiedono in quello che mangiamo, sentiamo, tocchiamo ecc…

Detto ciò ti elenco con piacere 3 semplicissimi rimedi che mi hanno notevolmente aiutata nella mia battaglia di vita contro la dermatite atopica:

  1. RELAX

    DIMINUIRE LO STRESS

    rimedi naturali dermatite atopica

    Stress, ansia e tensione nervosa sono spesso promotori e/o aggravanti di problemi cutanei. Non a caso ho scelto questo punto come primo, nonché più importante, rimedio contro la dermatite atopica.

    Ti sarà sicuramente capitato di iniziare ad avere una sensazione di forte prurito ogni qual volta si presentasse una situazione fastidiosa. Una di quelle situazioni che provoca agitazione e disagio. A me, ad esempio, capita spesso di iniziare a grattarmi quando mi sento in difficoltà. In particolar modo quando non riesco a trovare immediatamente la soluzione ad un problema oppure quando non so come rispondere a domande scomode o affrontare situazioni inaspettate.
    Il caso più evidente si presentò infatti dopo un brutto litigio. Ricordo che non passarono neanche 5 minuti che improvvisamente mi ritrovai coperta di macchie, bolle e sfoghi di dermatite atopica su collo, viso e braccia.

    Ovviamente se sei un soggetto predisposto a stress e ansia e ti innervosisci facilmente, gli effetti sulla pelle sono ancor più frequenti ed evidenti.

    Medicina tradizionale o rimedi naturali?

    Personalmente, dopo 26 anni passati a perder tempo dietro medici e cortisoni ho finalmente capito che io ero nelle mani di me stessa. Ci tengo a sottolineare che la figura del medico è molto importante e pertanto non va mai abbandonata. Ma ti invito a considerare le terapie mediche come linee guida entro le quali tu stesso devi trovare le soluzioni a te più adeguate.

    Per quanto preparato e affidabile un medico possa essere, egli non vive il tuo problema. Solo tu vivi il problema e solo tu puoi sconfiggerlo da dentro. Il medico agirà da fuori e ti darà dei consigli. Fanne uso prezioso ma non dimenticarti di fare uso prezioso degli avvertimenti che il tuo stesso corpo ti dà.

    Ricordati che puoi curare la maggior parte dei tuoi problemi semplicemente conoscendoti un po’ meglio e affrontando le tue insicurezze e paure. Non ti dico che sia facile, anzi ti dico che non lo è.
    Ma ti dico anche che il cortisone ti farà stare meglio per qualche giorno, mentre comprendere le origini dei tuoi sfoghi cutanei avrà effetti molto più duraturi. Anima e corpo sono strettamente connesse. Tutto quello che hai dentro si riversa magicamente sulla tua pelle.

    Ho trovato nella meditazione e nello yoga un aiuto per riuscire rilassarmi, a controllare la mia negatività e quindi a ridurre questi improvvisi attacchi di prurito e sfoghi cutanei. Queste due discipline sono state di grande aiuto per me, ma tu sei libero di scegliere qualsiasi altra tecnica di rilassamento che ti faccia più sentire a tuo agio.

    L’importante è che tu tenga sempre presente che nulla accade per caso…e la dermatite è sempre lì pronta a ricordartelo.

  2. IDRATAZIONE


    RIDURRE IL CONSUMO DI ALCOLICI E AUMENTARE QUELLO DI ACQUA, TISANE, INFUSI


    Idratazione, Idratazione, Idratazione
    Non dimenticarlo mai. L’acqua costituisce più del 60% del nostro organismo. Esso ha perciò bisogno di mantenersi idratato per funzionare correttamente. Tra i sintomi che denotano disidratazione vi è per l’appunto la secchezza della pelle. E se i sillogismi di Aristotele non sono un’opinione. Se pelle secca è uguale a disidratazione e dermatite atopica è uguale pelle secca allora disidratazione = dermatite atopica. Meno ti idrati e più la tua pelle sarà secca. Il mio consiglio, nonché anche consiglio degli esperti, è quello di bere almeno 2 litri d’acqua al giorno.

    Sarà capitato anche a te di uscire la sera con gli amici a bere qualcosa e iniziare a sentire la propria pelle disidratarsi. Specialmente durante la notte e al mattino seguente, sentirla più secca del solito e prurito alle stelle.
    Purtroppo le bevande alcoliche disidratano e contengono istamina, una sostanza che genera prurito.

    Bevi meno e bevi meglio.rimedi naturali dermatite atopica
    Non ti obbligo a bandire per sempre l’alcool dalla tua vita ma dovresti indubbiamente ridurne l’uso. Sapendo di non poter esagerare con l’assunzione di bevande alcoliche, inizierai a raffinare i tuoi gusti e la tua scelta. Berrai di meno ma berrai meglio. E bere meglio vuol dire anche volersi più bene. Bere meglio e mangiare meglio (vedi alimenti che contengono/rilasciano istamina) aiutera la tua pelle a vivere meglio. Da qui il terzo, ma non ultimo per importanza, rimedio naturale contro la dermatite atopica.

  3. NATURA

    Aumentare l’uso di prodotti naturali e biologici

    Alimentazione

    Evita i cibi in scatola o i surgelati pieni di conservanti e additivi in quanto dannosi per la pelle e non solo. Acquista solo prodotti di agricoltura biologica. Fai spese intelligenti: piccole e frequenti. Non è un bene che le mele che acquisti rimangano verdi e lucenti per 2 settimane!

    Riduci il consumo di sostanze contenenti istamina, una sostanza presente in molti alimenti e che favorisce eruzione cutanea, prurito e orticaria.

    Alimenti ricchi di istamina:
    pomodori, cratuti, spinaci,
    melanzane,
    conserve,
    ketchup e salsa di soia,
    pesce in scatola: conservati, marinati, salati o essiccati (sardine, tonno, sgombro, acciughe, aringhe),
    pesce affumicato (aringa, salmone),
    salami e insaccati,
    carne in scatola,
    formaggi fermentati e stagionati,
    alcolici, vino bianco, birra fermentata, champagne,
    aceto di vino rosso,
    lievito.

    Alimenti che possono rilasciare istamina direttamente nel corpo:
    cioccolato/cacao,
    fragola, banana, ananas, papaya, agrumi, kiwi, lampone, pera, avocado,
    molluschi e crostacei,
    noci, nocciole, mandole e anacardi,
    albume d’uovo,
    carne di maiale,
    caffè, liquirizia, spezie,
    conservanti alimentari come i benzoati (acido benzoico e suoi sali),
    mirtillo rosso.

    Mi raccomando però, non prendere questa lista troppo alla lettera!

    Ti ho consigliato di ridurre il consumo di certi alimenti ma non di eliminarli completamente dalla tua dieta! Molti di questi alimenti sono indispensabili al nostro organismo e la loro completa eliminazione potrebbe causare effetti collaterali indesiderati.

    Ovviamente ti consiglio di fare test per allergie o intollerante alimentari prima di tutto. Potrebbero esserci alimenti a cui sei allergico o intollerante, i quali a prescindere dal loro contenuto o meno di istamina, devi eliminare dalla tua dieta.

    Prodotti per la pelle e cosmesi

    Evita prodotti aggressivi per la pelle. Acquista in farmacia o in negozi specializzati.

    Ti consiglio deodoranti naturali, senza l’aggiunta di coloranti, profumi e alcool. Al momento io sto utilizzando Crystal Ipoallergenico.

    Evita prodotti che producono troppa schiuma. Per lavarti ad esempio ti consiglio l’uso di OLII DETERGENTI.

    Ho trovato molto efficaci due oli detergenti della Galenia: LENUS OLIO DETERGENTE lenitivo sul prurito e LIPIOL OLIO DETERGENTE adatto alla detersione quotidiana di pelli secche e molto secche.

    Ti consiglio anche quello della CERAMOL, di cui ti raccomando altresì la crema idratante, lo shampoo e il balsamo. I prodotti della Ceramol sono senza profumi, conservanti, coloranti, alcool, antiossidanti ed emulsionanti etossilati. Specifici per pelli iperattive, intolleranti e allergiche e per il trattamento di eczemi e dermatite atopica..

    Un’altra ditta che posso raccomandarti è la DUCRAY della quale, nella fattispecie, ti consiglio lo shampoo KELUAL DS. Esso infatti lenisce gli arrossamenti e la sensazione di prurito causati dalla presenza di dermatite atopica sulla cute.

    Senza entrare nello specifico posso qui citarti altre ottime case farmaceutiche che si dedicano alla cura della pelle, in particolare quella molto secca: Avène, Aderma, Lichtena, Eucerin.

    Per quanto riguarda i cosmetici ti consiglio di utilizzare Bionike o La Roche Posay.

     

    Ho recentemente introdotto tre creme dalle quali non riesco più a separarmi:

    ELIDEL ® crema, dotato di un forte potere antinfiammatorio, paragonabile a quello dei corticosteroidi molto attivi.
    Al contrario di quest’ultimi tuttavia risulta generalmente più sicuro, riducendo sensibilmente il rischio di atrofia cutanea e reazioni avverse locali. Indicato particolarmente per il viso.
    ZINCO OSSIDO SELLA unguento, adatto al trattamento lenitivo e protettivo di eczemi, dermatosi e lievi escoriazioni. Indicato particolarmente nelle pieghe del corpo più soggette a irritazioni.
    SVR TOPIALYSE PALPEBRAL, crema per palpebre irritate adatta a neonati, bambini e adulti. Azione anti irritazioni e anti prurito rinforzante. Calma e allevia le palpebre. Protegge dalle aggressioni esterne e combatte la proliferazione batterica.

    Come ho specificato nella premessa, solo tu puoi capire qual è il prodotto più adatto a te. E’ bene però aver presente una lista di prodotti raccomandati e raccomandabili sui quale poter fare affidamento.  E ribadisco che è sempre opportuno avere sempre un consulto medico.

    Indumenti e detersivi

    A contatto con la pelle usa tessuti di cotone chiaro.

    Per lavare gli indumenti ti consiglio di usare sapone di marsiglia puro, ALMACABIO o FROSCH.
    Evita i classici ammorbidenti o smacchiatori pieni di additivi. Al loro posto ti consiglio i vecchi, ma non per questo inefficaci, rimedi della nonna: un cucchiaio di bicarbonato e un cucchiaio di aceto di vino bianco.

     

    Ovviamente cerca di mantenere il più pulito possibile l’ambiente in cui vivi. Ti consiglio inoltre di usare copri federe e copri materasso anti-acaro.

     

    Non risparmiare sulla tua salute.