Solitudine, riflessioni pratiche per comprenderla e amarla

Che cos’è la solitudine

La solitudine è una sensazione che bussa alla nostra vita fin da piccoli, non appena iniziamo a percepire noi stessi e la realtà circostante.

Infanzia e solitudine

Quando ero bambina, ad esempio, volevo giocare con tutti gli altri bambini e spesso rimanevo delusa dal fatto che per alcuni di loro non era lo stesso. 

“Mamma, perché non vogliono farmi giocare con i loro giochi?” era una delle domande che spesso le chiedevo. Condividevo tutto e spesso regalavo giochi, anche nuovi, ai miei amichetti. Non riuscivo a spiegarmi perché loro non facevano lo stesso. Iniziai a sperimentare qualcosa che assomigliava alla solitudine ma non avevo ben chiaro di cosa si trattasse. Ero semplicemente triste e non sapevo il perché. Nonostante fossi in compagnia di questi bambini, mi sentivo esclusa….e sola.

Crescendo iniziai a percepire la diversità fra le persone e iniziai a chiedermi se erano proprio queste diversità a far emergere le divergenze e a portare le persone a scontrarsi.

Adolescenza e solitudine

Nonostante ebbi questa intuizione, pur di non far fronte alla solitudine, iniziai a vivere la mia adolescenza cercando di piacere a tutti. Ovviamente il voler soddisfare le aspettative di tutti era estremamente estenuante, per non dire frustrante.

Creai un’immagine di me vista con gli occhi degli altri. L’unica cosa importante era piacere e avere tanti “amici” (a cui piacessi ovviamente). Facevo quello che era ‘figo’ fare, indossavo quello che era ‘figo’ indossare..per lo meno agli occhi di quel gruppo di persone che frequentavo, quel gruppo a cui avevo deciso di appartenere.

Perché sì, a quell’età dovevi appartenere ad un gruppo (comunisti, fascisti, punk, metallari, snob ecc ecc) per non sentirti escluso ed essere costretto a fare i conti con la solitudine.

Temevo la solitudine, era considerata roba da sfigati!  Restare a casa senza far nulla o non uscire il sabato sera era una cosa alquanto inconcepibile. Non importava se quel gruppo di persone mi faceva sentire sola, importava solo che ai loro occhi io non lo ero.

18 ANNI

L’evento più ambito era la festa dei 18 anni e quello fu l’esempio lampante di quanto ci tenessi a fare bella figura. Infatti, grazie all’aiuto dei miei genitori e di un mio zio che aveva un’agenzia che organizzava eventi, riuscii ad affittare una famosa discoteca tutta per me (odiavo le discoteche e tutt’ora non sono il mio forte)! Tutti, però, affittavano locali ‘fighi’ per festeggiare i loro diciott’anni quindi perché non io? Risultai ‘figa’ davanti a tutti i miei amici e compagni di classe…loro si divertirono un mondo, io un po’ meno…ma non era questo che mi importava del resto.

Ovviamente ringrazio di cuore i miei genitori per il loro impegno nell’organizzarmi questa festa. Ci tenevano a farmi felice e io sono tutt’ora felice di quello che hanno fatto per me. Ma, con il senno di poi, se potessi tornare indietro, farei molte cose diversamente.

Maturità e solitudine

Ora le cose sono cambiate, maturate. Sono diventata una persona più consapevole di ciò che sono e che voglio, e delle persone che desidero o non desidero frequentare. In fondo a questo serve l’adolescenza, a sbagliare, a crescere, a formarsi..

Ho pian piano imparato ad apprezzare la solitudine e la compagnia di me stessa. Esco quando voglio. Non esco quando non voglio. Ho acquisito libertà. Libertà di stare sola. Libertà di preferire la mia compagnia a quella di chi non ha niente da condividere con me. Ho imparato a volermi bene. Non è stato affatto facile. Ho versato tante lacrime e continuo a versarne perché non è semplice volersi bene. Alle volte mi scoraggio un po’ ed ho la sensazione che tutte le mie certezze mi abbandonino e con esse quell’autostima che credevo di aver ormai conquistato.

L’importanza dei momenti meno belli

Ho imparato però che tutto fa parte della vita e che bisogna trarre insegnamento anche dai momenti meno piacevoli, anzi soprattutto da quelli. Ho appreso che l’importante è acquisire la giusta consapevolezza, dei bei momenti e di quelli meno belli, e che la solitudine non è una cosa brutta, dal quale fuggire. Anzi, ho iniziato ad amare la solitudine e la mia compagnia. Non a caso certe riflessioni, certe idee importanti, vengono solo nei momenti di solitudine.

Selezionare bene le amicizie

Ho viaggiato molto, fisicamente e non, e nel corso dei miei viaggi ho conosciuto nuovi amici, mentre ne ho “persi” altri lungo il percorso. Ho spesso dovuto, come dire, “fare pulizia” fra le mie amicizie, cercando di conservare quelle che valevano la pena e far spazio a quelle che meritavano una possibilità.

La possibilità di entrare nella mia vita, nella mia preziosa vita. Una vita troppo preziosa per essere circondata da persone che non mi amano, che non amano se stesse e che non amano la vita.

La vita di ognuno di noi è preziosa. La nostra solitudine è preziosa.

Dobbiamo selezionare con cura le persone che entrano ed escono dalla nostra vita e con la stessa cura selezionare i momenti in cui abbiamo bisogno solo della nostra  compagnia.

Libertà, come comprenderla e viverla al meglio

L’arte della libertà,
si fa fatica a conquistarla e ancora più fatica a praticarla.

La libertà è un diritto, ma si può essere completamente liberi?

Sì, è vero, la società ci condiziona e dobbiamo in qualche modo adattarci ad essa e vivere entro i suoi confini.

Ma ho imparato che non è un difetto scendere a compromessi, anzi è un pregio saperlo fare.

Sì, la libertà è bella… ma come si può combattere per ciò che ci rende felici senza fare alcun tipo di rinuncia? Cosa c’è di male nello scendere a compromessi se quel compromesso è il prezzo da pagare per qualcosa di molto più grande e gratificante?
Nessuno del resto è mai stato veramente felice senza aver prima sperimentato la sofferenza. Tutto ha un senso in questa vita, ogni piccola cosa è un pezzo fondamentale di questo grande puzzle chiamato Vita.

Non possiamo quindi vivere senza compromessi, così come non possiamo vivere nella totale libertà.

Abbiamo bisogno di regole, abbiamo bisogno di fare sacrifici, abbiamo bisogno di fare rinunce, abbiamo bisogno di piangere, abbiamo bisogno di cadere, per poi rialzarci più forti di prima.

Non fuggiamo davanti ai momenti difficili…

Che cos’è in fondo la libertà?

Il voler essere a tutti i costi liberi a 360 gradi altro non è che una forma di dipendenza dalla libertà stessa e quindi una non-libertà.

Siamo esseri umani, siamo stati creati per interagire, per socializzare, per amare…
Se pensi che l’essere libero possa svincolarti da tutto questo, ti sbagli.
Se pensi che l’essere libero possa permetterti di continuare ad interagire, socializzare ed amare, ma svincolato da ogni regola e responsabilità, ti sbagli…
Abbiamo tutti un cuore e un’anima che va rispettata.

Fidati, puoi essere te stesso e perseguire il tuo ideale di libertà anche sottostando a qualche piccola regola, anche scendono a qualche piccolo compromesso.

Credo sia più semplice di quello che credi..

Cos’è più importante? Essere liberi di fare quel che si vuole o vivere serenamente? Certamente devi essere te stesso, almeno al 90%. Quel 10% che avanza è quello che tu “sacrifichi” quando scendi a qualche piccolo compromesso. Ad ogni modo non fare tutto quello che ti passa per la testa non vuol dire non essere libero. Noi stessi dobbiamo darci delle regole, dei limiti. Il fatto che nella società odierna una buona fetta dell’umanità è se stessa al 30% e sacrifica il 70% di quello che realmente è, non sta a significare che bisogna fare zero sacrifici per poter vivere la propria vita al 100%. Che poi cosa vuole realmente dire vivere la propria vita al 100%? Vuol dire essere davvero liberi?


Libertà…Mi verrebbe da associarla alla perfezione. Perché? Perché nessuna delle due esiste davvero!!!  Un po’ come la staticità. Ci posso essere momenti di fermo assoluto, ma prima o poi tutto muta. Puoi assaporare momenti di pura libertà, ma prima o poi tornerai ai compromessi che la vita ti presenterà. Puoi vivere una giornata perfetta, raggiungere il peso forma perfetto, avere il marito perfetto…ma niente di tutto questo è eterno e immutabile.

Consigli pratici


Quindi cerca semplicemente di vivere la tua vita al meglio,
non dannarti alla ricerca di libertà o perfezione.

Goditi i momenti belli e quelli meno belli.
Cerca di essere te stesso quanto più puoi
e quando non puoi, non colpevolizzarti troppo.

La vita è piena di ostacoli e di situazioni che non possiamo prevedere o programmare.

Accogli con naturalezza quello che la vita ti presenta
e ascoltando il vero te troverai il modo migliore, per te/in quel momento, di affrontare ciò che ti accade.

 

 

Sii libero di non essere libero.