Cura la mente e curerai anche il corpo: la mia umile storia

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Eccomi qui, è passato del tempo dal mio ultimo articolo. Del resto c’è anche bisogno di vivere, sperimentare e soffrire, per avere qualcosa in più di cui parlare.

Eccomi qui, a darvi un consiglio che viene dal cuore:

curate la mente e curerete anche il corpo

prendetevi cura della vostra serenità mentale e vedrete che il corpo ne gioverà di conseguenza.

La mia umile storia

Vi racconterò la mia umile storia, sperando che possa essere d’aiuto a qualcuno di voi. L’umile storia di una ragazza che credeva di volersi bene ma non era affatto così.

Soffro di dermatite atopica dalla nascita, una malattia della pelle, e ne soffro tuttora nel pieno dei miei ventotto anni, sebbene secondo alcuni “specialisti” avrebbe dovuto abbandonarmi tempo fa. E’ stata sempre molto dura conviverci. Andava e veniva, “inspiegabilmente”. E quando c’era, la mia vita era un incubo. La pelle secca pizzicava e bruciava, mi logoravo di ferite..in più provavo vergogna per chi mi guardasse.

Col tempo iniziai a notare che ad ogni episodio di stress, agitazione, ansia corrispondeva qualche sfogo sulla pelle, piccolo o grande, a seconda degli episodi. Non vi prestai troppa attenzione però. Le crisi acute erano rare e in quei casi mettevo del cortisone e passava tutto. Per i piccoli sfoghi bastava della crema idratante e d’estate un bel bagno a mare. Ad ogni modo tendevo ad incolpare fattori esterni a me come causa del mio stress e quindi della mia dermatite.

L’amore

Tre anni fa conobbi una persona della quale mi innamorai follemente. Per circa due anni abbiamo avuto una storia a distanza. Continui viaggi in autobus e in treno, ma la forza dell’amore faceva da carburante al tutto. Questa persona era però molto turbata da una situazione familiare instabile ed io e la mia sensibilità ne risentivamo spesso, e con essa la mia dermatite.

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Trascurai spesso i miei sintomi per paura di dover rinunciare a quell’amore. Non volevo accettare l’idea che stare con la persona che amavo potesse nuocermi. In più la distanza, che spesso rendeva le cose difficili, altrettanto spesso le rendeva più semplici. Essa infatti ci permetteva di lasciare i problemi a casa o in qualche parte ben nascosta dentro di noi, per poter godere di quei pochi giorni che riuscivamo a passare insieme ogni mese.

La convivenza che avrebbe dovuto risolvere tutto

Finalmente decidemmo di fare un passo avanti, la convivenza. Inizialmente doveva trasferirsi lui da me ma, per i problemi familiari su citati, decisi io di lasciare lavoro e casa e trasferirmi da lui. Era novembre del 2017 quando presi quella decisione, e fu proprio quello il mese in cui la dermatite iniziò a divorare il mio intero corpo.

Gennaio, febbraio e marzo furono i mesi che trascorsi a casa dei suoi. In quei mesi ebbi problemi d’ansia e bronchite e dermatite a livelli mai sperimentati in tutta la mia vita. Nonostante a fine marzo riuscimmo a prendere una bella casetta tutta per noi, nonostante avessi anche un buon lavoro, nonostante ci amassimo alla follia, i problemi di salute non mi abbandonarono. Non riuscivo a comprendere come mai, nonostante avessi realizzato il sogno di convivere con la persona che amavo, fossi ancora in quelle condizioni.

Il malessere

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Crisi isteriche all’ordine del giorno per via della pelle che bruciava e pizzicava. Non riuscivo neanche ad indossare i vestiti. Non riuscivo a truccarmi né a portare i capelli sciolti o a portare gioielli. Tutto ciò entrava in conflitto con la mia pelle super irritata, arrossata, sanguinante. Non riuscivo a dormire né tanto meno a fare l’amore. Mi facevo letteralmente schifo. Era una situazione di eterno disagio.

Non capivo perché stessi così. Non capivo perché persino il cortisone non mi facesse più alcun effetto. Anzi, la mia pelle ne reagiva ancor più negativamente. Non capivo perché nonostante tutte le visite dermatologiche, le creme costosissime comprate in farmacia e le diete salutari che cercavo di seguire, io continuassi a stare, dentro e fuori, una merda.

Nonostante fossi consapevole del fatto che la mia ipersensibilità mi rendeva incapace di sopportare il dolore che la persona che amavo portava dentro di sè, e di quanto ciò influisse sulla mia salute emotiva e fisica, continuavo imperterrita a confidare in quell’amore..un amore che avrebbe risolto tutto!!!!

Purtroppo però per via delle mie condizioni fisiche e, conseguentemente, anche mentali, mi ritrovai ad avere zero relazioni sociali e con la persona che amavo le cose iniziarono ad andare sempre peggio. A me dispiaceva per la sua situazione e a lui per la mia. Entrammo in un infinito circolo vizioso dove il vedere l’altro stare sempre peggio faceva star peggio anche noi stessi. Si può questo chiamare amore?

La presa di coscienza

Purtroppo quell’amore mi aveva resa cieca. La mia pelle esternava un profondo malessere ed io non volevo darle ascolto. Non le diedi ascolto finché la situazione non precipitò ulteriormente e vennero a galla i punti marci della mia relazione. Fu in quel momento che spalancai gli occhi, tenuti fino a quel momento chiusi, e feci davvero luce sulla mia vita.

Era un amore tossico, per entrambi. Dovevo andarmene, per il mio bene.

Il miracolo

Il giorno stesso in cui presi quella decisione dormii come un ghiro!! Ero triste e spaventata eppure dormii così bene che non ricordavo neanche l’ultima volta che successe. Non solo, nel giro di pochi giorni tre quarti della mia dermatite scomparve!!

Sembrava un miracolo…ma non lo era!!!

Semplicemente avevo riconquistato un po’ di amor proprio e di serenità mentale, e il mio corpo lo percepì. Otto mesi di pura e apparentemente inspiegabile sofferenza, guarita da una “semplice” scelta di vita!

L’importanza di amare in primis se stessi

Amavo quella persona più di quanto amassi me stessa. Mi ero annullata nell’idea di quell’amore. In realtà, in quelle condizioni, ero incapace di amare.

Prendermi cura del mio corpo con creme costose e cibi biologici non servì praticamente a nulla. Solo quando decisi di curare la mia mente, curai di conseguenza anche il mio corpo.

Mi sono allora abbracciata ed ho chiesto scusa al mio corpo, per non averlo ascoltato. In passato odiavo la mia dermatite, ora, invece, la ringrazio di esistere. Perché è una fedele amica che mi ricorda quando non sono felice.

Ascoltate il vostro corpo

ascolta il tuo corpo

Ognuno di voi ha un/a fedele amico/a che vi parla apertamente. La mia è la dermatite, ma esistono tanti amici: acne, mal di pancia, crampi ecc ecc. Ascoltate il vostro corpo e curatelo da dentro, non da fuori!!! Fuori curi solo gli effetti, da dentro invece curi le cause!

Con questo non voglio assolutamente svalutare il prendersi cura del proprio corpo, ma sottolineare che non siamo solo corpo e che la nostra mente ha un enorme potere su di esso. Inoltre il mio è un invito a smettere di trovare le cause dei nostri malesseri al di fuori di noi.

Se ti viene il raffreddore non è semplicemente perché hai preso freddo ma perché hai le difese immunitarie deboli e se hai le difese immunitarie deboli è perché…..questo lo sai solo tu!